Domenica 26 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 29
VERSO LE COMUNALI. Appoggio al candidato
Accordo a Chiari: anche il Pd sostiene lupatini
Il segretario Goffi conferma: «Sarà lui il sindaco giusto»
di Massimiliano Magli
A Chiari si rafforza l’appoggio al candidato Alessandro lupatini, presentatosi con la lista «Chiari insieme». Oltre all’appoggio dell’Udc e dopo il ritiro della candidatura di Piero Mercandelli («Chiari c’è»), il candidato riscuote anche l’appoggio del Partito Democratico.
Fabio Goffi, leader Pd, ha diffuso una nota con cui sancisce il sostegno alla candidatura.
«A Chiari – spiega Goffi – il Partito Democratico ha sempre manifestato la propria assoluta divergenza e la propria differente visione di sviluppo della Città rispetto a quanto perseguito dall’amministrazione Mazzatorta. Le battaglie politiche condotte sui temi degli interventi urbanistici, dell’erosione del territorio agricolo, della sottovalutazione delle tematiche ambientali, degli interventi di facciata e di nessuna efficacia sul centro storico, della gestione finanziaria delle casse comunali, hanno rappresentato le linee guida dell’opposizione condotta tra i banchi del Consiglio Comunale e tra la cittadinanza. In più occasioni di confronto abbiamo rilevato e denunciato nell’Amministrazione Mazzatorta la mancanza del rispetto delle regole democratiche».
Goffi ha quindi sottolineato come già in maggioranza «siano sorte spaccature notevoli, tra le quali quelle dell’Udc, che ha regolarmente contraddetto la maggioranza sui temi più importanti».
Quanto alla mancata candidatura di un esponente del Pd, Goffi spiega: «Non mancano al nostro interno le persone in grado di concorrere al posto di sindaco, ma oggi la nostra scelta è quella di mettere in secondo piano gli interessi di partito per trovare, insieme, un nuovo modo di fare politica. per perseguire il bene comune».
Alla base dell’appoggio dato al candidato dal Pd, ci sono «la disponibilità a tempo pieno di lupatini ad amministrare la città, la sua determinazione nella difesa del territorio e nella salvaguardia del nostro ambiente, il suo interesse per il mondo del lavoro e dell’agricoltura, il suo impegno per mantenere su alti livelli i servizi sociali».
Giornale di Brescia di sabato 25 aprile 2009 pag. 19 basa bresciana
Chiari Anche il Pd appoggia la civica di Lupatini
Ufficializzata la posizione del centrosinistra clarense in vista delle consultazioni amministrative
di Barbara Bertocchi
Chiari Anche il Pd appoggia Lupatini. Nella giornata di ieri il circolo locale del Partito democratico guidato da Fabio Goffi ha ufficializzato la sua posizione in vista delle elezioni amministrative di giugno. «Il nostro sostegno – ha annunciato Goffi – va alla candidatura a sindaco di Alessandro Lupatini. Di lui apprezziamo la sua volontà di essere a tempo pieno a disposizione dei cittadini, la sua determinazione nella difesa del territorio e nella salvaguardia dell’ambiente, il suo interesse per il mondo del lavoro e dell’agricoltura e il suo impegno per mantenere su alti livelli i servizi sociali e per sviluppare ulteriormente le politiche giovanili».
Con questa scelta la sezione, oggi facente parte della minoranza consigliare, prende per l’ennesima volta le distanze dall’Amministrazione in carica guidata sa Sandro Mazzatorta: «In più occasioni abbiamo rilevato e denunciato nell’amministrazione Mazzatorta la mancanza del rispetto delle regole democratiche.
A distinguerci dalla stessa è anche una diversa visione di sviluppo della città». E si avvicina alle altre forze politiche che condividono la candidatura di Lupatini: «Non mancano al nostro interno – ha continuato – persone in grado di concorrere al posto di sindaco, ma oggi la nostra scelta è quella di mettere in secondo piano gli interessi di partito per trovare, insieme, un nuovo modo di fare politica». Ricordiamo infatti che a sostegno di Lupatini e della sua civica «Chiari Insieme» si è già schierato anche il circolo dell’Udc, oggi partito di maggioranza. b.b.
Giornale di Brescia di mercoledi 22 aprile pag. 18 bassa bresciana
Chiari Grandi manovre e l’Udc sceglie Lupatini In mattinata l’annuncio della candidatura di Mercandelli per la civica «Chiari c’è». Poi il cambio di rotta
di Barbara Bertocchi
CHIARI – Inizia in questi giorni a complicarsi lo scenario politico preelettorale nella città di Chiari.
Annunciata alla stampa nella mattinata di ieri, la candidatura di Pietro Mercandelli a sindaco della città per la lista civica di giovani «Chiari c’è» è stata smentita dal portavoce della lista stessa, Filippo Boraschi, solo poche ore più tardi. Alle 10 di ieri Mercandelli, 64 anni, bancario in pensione, già presidente dell’associazione nazionale Anmil, ci aveva detto: «Su insistenza della cittadinanza e mosso da un forte senso di responsabilità nei confronti della mia città, ho deciso di accettare la sfida e di scendere in campo come esponente di un gruppo di giovani che si distingue per il suo nuovo modo di fare politica e di affrontare le questioni».
Poco dopo le 20 il cambio di rotta. «Dopo l’incontro pubblico del 16 aprile – ha affermato il portavoce Boraschi – abbiamo individuato in Mercandelli la persona adatta ad essere il candidato della nostra lista. Questa proposta ha però scatenato nel gruppo da un lato grandi entusiasmi e dall’altro pesanti critiche. Per rispetto della sua persona e della sua storia abbiamo quindi deciso di ritirare la sua candidatura».
Passando invece a Lupatini, il primo appoggio alla sua lista viene in questi giorni da un partito che compone l’attuale maggioranza. «Il nostro direttivo – ha annunciato il segretario politico della sezione Udc di Chiari, Massimo Vizzardi – ha deliberato all’unanimità di riconoscere nella candidatura a sindaco di Lupatini l’autorevolezza, la competenza, l’integrità morale e la presenza costante necessarie per ricoprire un così importante incarico». Questo gesto segna ufficialmente la rottura, esistente già da tempo, tra l’Amministrazione di Sandro Mazzatorta e l’Udc di Vizzardi. «Dal senatore ci distingue una diversa visione delle modalità con le quali amministrare e del futuro della città. Non possiamo appoggiare chi vuole costruire i poli scolastici nei pressi di impianti altamente inquinanti, senza alcun rispetto né della salute dei nostri ragazzi ed insegnanti, né degli accordi politici stipulati nel giugno 2007. Per noi sarebbe impossibile anche lavorare con l’attuale classe dirigente del Pdl alla luce della totale ed assoluta inaffidabilità della stessa, schiacciata sulle posizioni estreme della Lega Nord, fino a tradire le posizioni prese nel recente passato».
Giornale di Brescia di sabato 11 aprile pag. 23 bassa bresciana
Chiari Una civica candida Alessandro Lupatini
Direttore del Cfp Zanardelli, partecipa alla vita politica dal 1981. Nel suo programma la tutela del territorio
di Barbara Bertocchi
Alessandro Lupatini, candidato di «Chiari Insieme»CHIARI«Garantirò la mia costante presenza in Municipio, favorirò la partecipazione dei cittadini e assicurerò la massima trasparenza amministrativa». Sono queste le prime promesse che Alessandro Lupatini si sente di fare alla cittadinanza in occasione dell’annuncio ufficiale della sua candidatura a sindaco della Città per la lista civica «Chiari Insieme». Nato a Chiari, sposato e padre di due ragazze, Lupatini, 58 anni, direttore del Cfp Zanardelli di Chiari, vanta una lunga carriera politica avviata dal 1981: è stato assessore ai Servizi generali ai tempi dell’Amministrazione Zanini, vicesindaco della Giunta Cenini tra il 1990 e il 1995 e consigliere d’opposizione durante l’amministrazione Facchetti. Frutto di una «sofferta decisione», sottolinea, è la sua attuale candidatura: «Facevo parte di un movimento che era alla ricerca di un candidato sindaco. Inaspettatamente la scelta è caduta su di me.
Dopo aver trascorso un lungo periodo caratterizzato da analisi, ragionamenti e ripensamenti ho accettato». Lupatini scende in campo, come nel 1995, con la civica «Chiari Insieme», la cuoi collocazione politica «spazia tra il centrodestra e il centrosinistra. Mi auguro che a «Chiari Insieme» nei prossimi giorni si possano aggiungere altre liste e componenti politiche». In caso di vittoria, due saranno le priorità di Lupatini: «Sarò a completa disposizione dei cittadini – ha promesso – al fine di assicurare la massima trasparenza amministrativa. Mi impegnerò al fine di frenare la devastazione della campagna, già seriamente compromessa dalla prevista realizzazione di opere come il Polo logistico e la strada verso il Santellone. E di limitare ove possibile gli interventi nel centro edificato, oggi caratterizzati più da frenesia che da razionale programmazione».
Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 31
VERSO LE ELEZIONI. Già assessore, si candida nella lista «Chiari Insieme» in attesa di ampliare l’alleanza
lupatini «in campo per una città più aperta»
di Massimiliano Magli

Lupatini Alessandro
«I cittadini devono poter contare sulle istituzioni. Nel mio programma spazio ad ambiente e sicurezza», al suo primo incarico da assessore ai servizi generali, riuscì a «regalare» ai clarensi Villa Mazzotti e il suo parco. E sempre in quell’anno, Alessandro lupatini avviò la creazione del primo Piano di insediamenti produttivi della città, a dispetto di una Giunta di transizione durata pochi mesi.
Il suo impegno da assessore proseguì fino al 1994, accresciuto dall’incarico di vice sindaco. Quindi con la lista «Chiari Insieme» ha formalizzato l’opposizione alla nuova Amministrazione guidata da Mino Facchetti, dal 1995 al 2004.
Ieri, dunque, la sua candidatura a sindaco della città sotto il vessillo della stessa lista «Chiari Insieme», in attesa che almeno altre cinque liste convoglino su di lui i loro favori, poiché è questo che sta accadendo a Chiari: un perfetto bipolarismo carico di enormi differenze ideologiche, anche se lupatini, ex democristiano, precisa che «la mia candidatura è trasversale, poiché non nasco certamente nella sinistra né tantomeno intendevo fare miei i principi sottesi alla Lega o a Forza Italia, ancora meno per il modo con cui questi due partiti hanno governato».
ENTRO UNA SETTIMANA sarà chiara l’entità dell’appoggio a lupatini che non ha mancato di esprimere amarezza e delusione «per come questo sindaco si sia chiuso ai cittadini e alla città. Il municipio da casa pubblica si è trasformato in una torre d’avorio, con ticket d’accesso e relative blindature, come se i cittadini, improvvisamente, fossero diventati scocciatori».
A questo proposito ha garantito la sua presenza costante in Comune e la riapertura dello stesso a tutti i cittadini «senza farraginosi giochi di prenotazioni e con una trasparenza amministrativa che oggi è inesistente. Io ci sarò ogni giorno – ha aggiunto – a differenza da quanto sta facendo il sindaco Sandro Mazzatorta che, evidentemente, ha preferito tenere il piede in due scarpe, tra Senato e Comune».
Tra le priorità da affrontare secondo lupatini rientra la difesa dell’ambiente e della campagna: «Sarà mio preciso impegno imporre una rigorosa frenata alla devastazione della nostra agricoltura, limitando, ove possibile, anche gli interventi nel centro edificato caratterizzati oggi più da un’evidente frenesia che da una razionale programmazione» Non sono mancati i riferimenti a progetti «devastanti» come il Polo Logistico o il Polo «tutt’altro che» culturale e all’impatto di Brebemi.
lupatini ha precisato che la sua candidatura arriva «dopo continue riflessioni e ripensamenti, ma ora il dado è tratto e mi conforta sapere che molte componenti della società civile hanno espresso il mio nome, con convinzione».
E infine una precisazione: «Il nome della mia lista – conclude lupatini – fa riferimento a un progetto trasversale che, spontaneamente, opera e mi sollecita ad attivarmi per apportare un radicale cambiamento dell’attuale modo di gestire la città, e in tal senso non intendo deluderlo. Ma è chiaro che se dovesse affievolirsi e venir meno questo convinto appoggio non esiterei a riconsiderare la mai posizione».
Bresciaoggi di Giovedì 09 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 26
CHIARI. Al Consiglio comunale manca il numero legale
Approvato il Pgt ma il voto è nullo
La minoranza accusa il presidente Seneci: «Comportamento irriguardoso verso l’aula»
di Massimiliano Magli
Un Consiglio comunale cruciale per la vita amministrativa del Comune di Chiari, quello di martedì scorso, si è trasformato in un assolo all’insegna di Mozart e Verdi, con tanto di «Requiem» per il Prg. Le musiche da requiem hanno fatto da sfondo, sia a Radio Claronda che sul sito internet comunale, alla rocambolesca seduta, in gran parte muta per le ripetute sospensioni, svoltasi in salone Marchetti dov’era in approvazione il Piano di Governo del Territorio.
ALL’APPELLO iniziale del presidente del Consiglio Luca Seneci mancava il numero legale, poiché in aula erano presenti nove consiglieri più il sindaco, ma non dieci come richiesto dal regolamento. Ma il presidente ritiene che il numero c’è e si deve votare. A quel punto interviene al microfono il consigliere di minoranza Maurizio Libretti, che sottolinea la mancanza del numero. Seneci lo invita a qualificarsi: «Lei è presente o no?». «No – dice Libretti – ma intendo denunciare che si sta votando senza diritto». Quindi si allontana dall’aula.
Seneci ha proseguito l’iter di approvazione del Pgt e ha concluso con un «buonasera» il suo intervento. Erano da poco trascorse le 21.
IN SALA erano presenti al momento dell’appello nove consiglieri comunali più il sindaco Sandro Mazzatorta, dopo che la minoranza non si era presentata in aula, anche a fronte del ritardato inizio del Consiglio, previsto alle 20 e iniziato verso le 20.30. I consiglieri assenti al momento di aprire la seduta, oltre ai sei dell’opposizione, erano Massimo Vizzardi (Udc), Paolo Cenini (Chiari Futura), Giovanni Massafra e Rosanna Cattaneo (Forza Italia) e Massimo Salvoni (Lega Nord). Subito dopo l’approvazione tuttavia il sindaco Sandro Mazzatorta ha preferito dichiarare non approvato il Pgt e ha chiesto alle minoranze di tranquillizzarsi e rientrare ma queste hanno ricordato che «Seneci ha chiuso l’assemblea con tanto di saluto». È seguita una votazione del Consiglio (cui nel frattempo si era aggiunto Massafra) che ha annullato la precedente delibera e rinviato a una conferenza dei capigruppo (svoltasi ieri sera) la convocazione di un nuovo Consiglio. Vizzardi, giunto in ritardo alla convocazione, ha commentato così: «Dopo aver visto l’accaduto ho preferito non entrare. Il mandato è ormai concluso, ma Seneci dovrebbe dimettersi, avendo dimostrato in modo chiaro la sua incapacità a gestire il Consiglio e la voluta disattenzione alle prerogative del ruolo».
PER I CONSIGLIERI Maurizio Libretti e Federico Lorini (Pd) e Ermanno Pederzoli (Idv): «Seneci ha avuto un comportamento irriguardoso. Con l’obiettivo di umiliare i consiglieri di minoranza, ha finito con l’offendere pesantemente anche i consiglieri di maggioranza, trattati alla stregua di meri esecutori che a comando alzano e abbassano le mani per approvare o respingere».
Al di là di torti o ragioni, è una pagina da dimenticare.
Dire che sono esterrefatto da quello che è successo e sta succedendo nel mio comune è ancora poco.
Credo che non ci siano aggettivi da attribuire a questa maggioranza che sta governando. Hanno portato in consiglio comunale un progetto di area vasta dove ogni comune che vi partecipi – Chiari, Castelcovati, Urago D’Oglio, Rudiano, Roccafranca- diventerà la città del benessere, della cultura, del centro raccolta per visitatori da tutto il mondo, che verranno a visitare queste nostre belle città.
Tutto questo costruito per poter coprire un’operazione immobiliare di 360 mila metri quadrati ( all’incirca più di cento piò bresciani), operazione che sicuramente non porterà nessun beneficio ai cittadini della zona, se non una devastazione di una delle aree agricole più floride della pianura, ed un pesante traffico che renderà molto difficoltosa la viabilità limitrofa a questo orrendo piano urbanistico.
Credo che ormai al termine di questa legislatura, sarebbe stato più ovvio rimandare alla prossima amministrazione la costruzione di un progetto di area vasta, costruito su misura dalle cinque amministrazioni, e che poteva risultare veramente una cosa innovativa per i prossimi anni, relativamente alla localizzazione dei nuovi insediamenti artigianali.
Dovremo stare molto attenti e non perdere mai di vista il comportamento di questa maggioranza, sempre più simile a una confraternita, tenendo presente che, addirittura, nel consiglio comunale dedicato al P.G.T. il presidente del consiglio ha fatto votare l’adozione, senza che ci fosse la presenza del numero legale dei consiglieri, dimostrando per l’ennesima volta che il consiglio comunale di Chiari non è altro che il posto dove vengono incentivate tutte le scelte scellerate che gli immobiliaristi propongono a Mazzatorta, senza che abbiano la dignità di esprimere un parere.
E tutto questo quando ci sono in giro manifesti della Lega Nord che dicono: ” BASTA CEMENTO! DIFENDIAMO LA TERRA DEI NOSTRI PADRI!”
Alla faccia della coerenza!

Uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione leghista di Chiari, che sicuramente ha molto contribuito all’elezione del Sindaco e poi del Senatore Mazzatorta, è stato l’impegno a contrastare il fenomeno dell’immigrazione. Non essendoci riuscito con provvedimenti concreti, tanto è vero che negli anni dal 2004 al 2008 gli stranieri ufficialmente presenti a Chiari sono passati da 1696 a 2738, ha fatto ricorso a giochi di prestigio ai quali ci ha abituato in questi anni. Cosi, come per la Sma si è inventato l’area vasta come alibi per l’insediamento del polo della logistica a Chiari, per gli stranieri si è inventato la distinzione tra comunitari ed extracomunitari, quasi che i 763 rumeni presenti a Chiari, nel diventare comunitari, fossero diventati improvvisamente buoni! Di colpo così gli extracomunitari sono scesi a 1975.
Non contento il senatore Mazzatorta, la cui fantasia fervida è universalmente riconosciuta, ha proposto al Presidente del Consiglio, il quale ne ha parlato in sede di G20 agli altri capi di stato, l’emanazione di un decreto che risolvesse in maniera quasi definitiva il problema degli extracomunitari. Proprio oggi è comparso sulla Gazzetta Ufficiale Comunitaria il decreto di entrata dell’Albania in Europa. Da oggi 1′ aprile 2009 gli extracomunitari a Chiari sono scesi di oltre 1.000 unità!
Mazzatorta intervistato nel corso di una trasmissione televisiva ha promesso di non fermarsi qui. Forte del ragionamento ineccepibile che anche per la Turchia, che come tutti sanno non è in Europa, è in corso la procedura per diventare europea, ll Senatore ha annunciato che entro il 1′ aprile 2010 sarà pronto il decreto per far entrare in Europa Egitto, Libia,Tunisia, Algeria e Marocco che, come tutti sanno, è nord Africa ma che si affaccia sul Mediterraneo.
Per il 1′ di aprile 2011, invece, ma la cosa appare più complicata, il Senatore si è ripromesso di portare in Europa anche Pakistan, India e Cina.
A questo punto il problema dell’immigrazione sarà completamente risolto!! Quando si dice genialità!
Giornale di brescia di giovedi 26 marzo pag. 22 bassa bresciana
Chiari Il boom degli immigrati
In quattro anni sono passati dal 9,4 al 14,8% della popolazione. Goffi: «Il sindaco leghista ha fallito». Mazzatorta: «Aumentati soprattutto i romeni, cittadini comunitari»
di Barbara Bertocchi
CHIARI. A fine 2004 erano 1.696 (su una popolazione totale di 18.494 persone): quattro anni più tardi, nel dicembre 2008, sono diventati 2.738, a fronte dei 294 del gennaio 1998, dei 493 del luglio 2000 e dei 693 del gennaio 2002. Stiamo parlando degli stranieri residenti a Chiari, la cui incidenza sul totale è passata dal 9,4% del 2004 al 14,8% del 2008. L’immigrazione, dunque, qui è un fenomeno in forte sviluppo, sia pure in linea con altri Comuni della zona. Questa crescita è stata nei giorni scorsi fonte di polemica in Consiglio comunale, dove l’opposizione ha contestato al sindaco leghista il fallimento della sua politica in questo campo, visto che nel 2004 aveva promesso un contenimento dei flussi immigratori.
La crescita del fenomeno
Il sindaco Sandro Mazzatorta fa una distinzione tra comunitari ed extracomunitari prima di esprimere un parere: «Il 31 dicembre 2008 i comunitari hanno toccato quota 800. Se consideriamo che fra loro 763 sono romeni e che a fine 2006 erano soltanto 25 è chiaro che questo dato è legato all’ingresso della Romania nell’Unione Europea. Passando invece agli extracomunitari, nel 2008 ne sono stati contati 1.938, quindi 132 in più rispetto all’anno precedente e 160 in meno del 2006. Tra il 2006 e il 2007 sono infatti diminuiti del 13.92%». Partendo da questa distinzione il sindaco commenta l’incremento dei comunitari: «Anche dinnanzi ad una nostra attenta richiesta di documenti, come il contratto di lavoro in originale, ad averli attratti potrebbe essere stata la quantità di servizi e alloggi che la città offre». Gli extracomunitari (la cui incidenza a fine 2008 era del 70,78% sul totale degli stranieri e del 10,48% sul totale della popolazione) sono in gran parte albanesi (1.073 a fine 2008). «Il fenomeno – dice il sindaco – è contenuto entro certi limiti. Questo grazie anche alle rigorose misure che abbiamo messo in campo. Dai controlli sulla dimora abituale a cura della Polizia locale alla chiusura di sei phone center e dello sportello stranieri».
Le critiche dell’opposizione
Sulla questione interviene Fabio Goffi, segretario del Partito democratico: «I dati confermano il fallimento dell’Amministrazione Mazzatorta sul tema. Mi sembra fuori luogo puntare sulla divisione fra comunitari ed extracomunitari dal momento che in entrambi i casi si tratta di persone in un Paese nuovo con problemi diversi, ma sempre presenti. La promessa del sindaco di mandarli tutti a casa non è stata mantenuta. L’unico suo successo, se così si può definire, consiste nel fatto di aver espulso quattro famiglie di nomadi italiani». Pesante «è il fenomeno a Chiari anche alla luce della crisi che sta mettendo e continuerà a mettere sulle strade gli stranieri dall’oggi al domani senza che gli stessi sappiano come arrivare a fine mese».
Il monitoraggio
In municipio la situazione immigrati viene monitorata anche attraverso i recenti aggiornamenti apportati al Sistema informativo territoriale (Sit). «Il sistema – spiega l’arch. Antonio Marchina, dirigente Settore E-Governance del Comune – è operativo a Chiari da un paio di anni. Da alcuni mesi può essere interrogato anche per portare alla luce possibili situazioni di sovraffollamento degli alloggi e per conoscere la distribuzione sul territorio di cittadini stranieri». Nel dettaglio, partendo da una mappa della città che viene aggiornata continuamente, gli operatori comunali e gli agenti di Polizia locale possono avere informazioni sui singoli edifici in merito a Ici, situazione catastale, ma anche numero di occupanti. Le comunicazioni di ospitalità, «che a Chiari sono circa mille l’anno», dice Mazzatorta, vengono inserite in questa banca dati. Non solo, la mappa rivela anche come i cittadini stranieri sono distribuiti nel territorio: «A Chiari – continua Marchina – non ci sono immobili interamente occupati da immigrati di uguale nazionalità né zone esclusivamente abitate da stranieri». Di rilievo, però, la situazione del centro storico: «C’è un’evidente presenza di immigrati», conclude l’architetto. Situazione sotto gli occhi dei cittadini clarensi.
Sarebbe opportuno che il nostro Sindaco avesse il coraggio di confessare ai cittadini clarensi che il suo programma di mandato, che lo ha portato a vincere le elezioni, è stato tutto un fallimento,
Basta guardare i dati dell’ultimo bilancio, dove emerge con chiarezza che non solo sono aumentati i debiti contratti, ma anche che ogni cittadino clarense è diventato più povero di circa un milione e mezzo delle vecchie lire a causa dell’accensione di nuovi mutui e della vendita di beni di proprietà della nostra città.
Ma anche sul versante della tanto proclamata battaglia all’immigrazione il Sindaco Mazzatorta non ha ottenuto risultati: in quattro anni gli extracomunitari sono più che raddoppiati, e non poteva non essere diversamente visto che questa la politica di questa amministrazione non ha che favorito nuovo cemento, pensando solo a reperire soldi dalle tasche dei cittadini e dalla vendita dei beni, per poi spenderli in molte iniziative di dubbia utilità, come le rotonde (alcune sicuramente necessarie, alcune, molto poche, utili, ma più della metà veramente inutili), costruite talmente male che ogni giorno necessitano di manutenzione da parte degli operai comunali.
Il risultato di questo boom edilizio drogato dalla complicità dell’amministrazione è che ci sono circa 700 appartamenti vuoti e invenduti, che se fossero tutti abitati da una famiglia media incrementerebbero il numero dei cittadini di almeno 3000-3.500 unità , prevalentemente non clarensi e probabilmente stranieri, mentre i cittadini di Chiari lasciano il nostro comune con una media di circa 300/400 persone l’anno.
L’unica cosa certa di questa amministrazione è stato lo spreco di tanti soldi in opere che non portano ricchezza alla città, gli affari per pochi, l’aumento dei debiti e della presenza di immigrati.
Bravo Mazzatorta!!