Dal Brescioggi : stop al polo in Regione

Posted by Italia dei Valori in rassegna stampa, ... | 27.05.2009 - 20:48

Bresciaoggi di Mercoledì 27 Maggio 2009 PROVINCIA pagina 31

CHIARI. Da Milano si pronuncia l’assessorato al Territorio

Stop in Regione sul polo logistico

Prima di realizzare un simile progetto serve la Valutazione integrata ambientale

di Massimiliano Magli
 
Un deciso «stop» sul cammino del progetto di Polo Logistico a Chiari. Il complesso dell’Auchan è stato infatti sottoposto a procedura di Valutazione integrata ambientale (Via) da parte della Regione.
La notizia è arrivata tramite l’assessore regionale al territorio Davide Boni, dopo un’interpellanza del consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro. Chiedeva se la Giunta regionale intendesse verificare «la congruità dell’insediamento logistico e garantire i diritti della popolazione residente» e se intendesse procedere «a un piano di programmazione della logistica sul territorio lombardo al fine di identificare le aree vocate e minimizzare i disagi provocati alle popolazioni interessate dai progetti di insediamento».
Boni ha detto anzitutto che in Regione non risulta segnalato nessun iter per l’esclusione dell’intervento dalla «Via», e che tale esclusione è indispensabile perché il progetto prosegua. La procedura di esclusione è infatti una prassi dovuta in interventi come quello promosso dalla Logimea per conto della Sma-Auchan sulla provinciale 18, ma il Comune l’ha attuata per la Valutazione Ambientale Strategica (16 aprile), per intenderci un tipo di tutela meno complesso della Via.
«Infatti – spiega l’assessore Regionale – i progetti di piattaforme o centri logistici destinati alla raccolta, per la successiva distribuzione di prodotti di vario tipo, ancorché senza previsione di raccordo ferroviario, si ritengono rientrare fra le tipologie sottoposte alla verifica di esclusione della Via».
Ha inoltre rimandato alla Provincia, «già dotata di Piano territoriale di coordinamento, l’espressione di parere su variante urbanistica proposta con lo Sportello unico».
Soddisfatti Salvatore Fierro (coordinatore provinciale della Bassa bresciana per i Verdi), le opposizioni di Chiari e anche alcuni consiglieri di minoranza dei Comuni coinvolti dal progetto (castelcovati, Rudiano, Urago d’Oglio e Roccafranca). Ermanno Pederzoli (Idv): «Finalmente una bella notizia in una vicenda dove gli enti superiori sembravano stare zitti a subire le spartizioni territoriali di pochi, a dispetto di una campagna già devastata dalle infrastrutture viarie. Ora l’auspicio è che tutto si fermi, perché non è questo il modo di pianificare lo sviluppo economico del territorio, né quello è il luogo in cui portare tutto quel cemento».
Non è però piaciuto a «Proposta per castelcovati» il fatto che «ancora oggi il Comune di Chiari trasmetta alla Regione dati di superficie del valore di 75 mila metri quadrati: quella superficie – spiega il consigliere comunale Paolo Olivini – è soltanto quella coperta, mentre l’intero Suap Logimea è di 160 mila metri, più altri 160 mila per un nuovo Sportello previsto a fianco di questo».
Il sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta ha ribadito di vedere il progetto Logimea come «preziosa occasione di sviluppo economico e come fonte di occupazione in un periodo di tremenda crisi».


Polo logistica : obbligatoria la VIA

Posted by Italia dei Valori in rassegna stampa, Pol... | 27.05.2009 - 00:21

Anche la strada del polo logistico di Chiari si sta facendo sempre piu’ difficile.
Difatti rispondendo a un’ interpellanza dei Verdi presentata da Marcello Saponaro l’ assessore regionale al territorio Davide Boni ( Lega Nord) dello stesso partito del Sindaco di Chiari, dice in modo chiaro che i poli logistici sono vincolati alla procedura di”verifica di esclusione della VIA”.
Secondo il Pirellone, trattasi di tipologie che rientrano nell’ allegato iv,punto 7,lettera E decreto legislativo 152 del 2006 .Nella risposta Boni afferma che sono gia’ stati esaminati dalla competente struttura del nostro assessorato analoghi progetti, pertanto la realizzazione di tale progetto dovrà essere sottoposta a tale procedura. (identica situazione come ad Azzano)Come si sa il Comune di Chiari ha frettolosamente deciso, con una procedura che si è rivelata ora completamente inutile, di escludere la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ritenuta non” necessaria”. Inoltre la stessa Regione richiama in modo chiaro e netto la Provincia alle proprie responsabilità: ” la verifica sotto il profilo urbanistico, spetta alla Provincia”.
Per ultimo si noti come nella prima risposta del Comune di Chiari l’area interessata dal polo logistico venga ridotta a 75.000 mq quando in realtà sono più di 160.000 quelli della Auchan ed oltre 360.000 quelli del PGT e dell’Area Vasta.
Con la Lega al governo persino i numeri diventano un’opinione!

Regione Lombardia

La Giunta
Assessore al Territorio e Urbanistica

Egregio Signore
Consigliere Regionale
Marcello Saponaro
Gruppo consiliare Verdi per la Pace

Egregio Signore
Giulio de Capitani
Presidente del Consiglio regionale

Egr. Sig.
Dirigente Servizio Segreteria
Dell’Assemblea consiliare
Del Consiglio regionale

LORO SEDI

p.c. Dr Enrico Gasparini
Dirigente Struttura Legislativo e rapporti
Con il Consiglio
DC Affari Istituzionali e legislativo
Presidenza

Oggetto: Interpellanza n. 5185 del Consigliere regionale Marcello Saponaro relativa a realizzazione e insediamento di grande polo logistico per la gande distribuzione del gruppo Auchan-SMA in Comune di Chiari (BS).

Con la presente, per gli aspetti di competenza, si trasmette, in allegato, la risposta alla interrogazione specificata in oggetto.

L’occasione mi è grata per porgere i più cordiali saluti.

Davide Boni

RISPOSTA A INTERPELLANZA N. 5188 DEL CONSIGLIERE SAPONARO

Si risponde alla interpellanza n. 5185 del Consigliere Marcello Saponaro relativa a realizazione e insediamento di grande polo logistico in Comune di Chiari da parte del Gruppo Auchan-Sma.
Con interpellanza n. 5185, il Consigliere regionale Saponaro, a conoscenza del fatto che l’Amministrazione comunale, con deliberazione del mese di settembre 2008, ha risposto positivamente alla richiesta presentata dal gruppo immobiliare Cavalli per l’autorizzazione a realizzare e insediare un grande polo logistico per la distribuzione del gruppo auchan-Sma;
a conoscenza altresì del fatto che l’intervento preved l’occupazione di 360.000 mq di terreno definito dal Piano Paesistico area agricola con valenza paesistica con altissimo grado di sensibilità ambientale”, segnala tutte le criticità di ordine infrastrutturale e viabilistico conseguenti a n tale insediamento, con compromissione anche dei Comuni limitrofi che, con la Provincia di Brescia sono stati messi al corrente della situazione solo a deliberazione approvata.

Considerando poi che il proliferare indiscriminato di centri di logistica va assumendo carattere preoccupante per mancanza di adeguata programmazione, interroga gli Assessori competenti per sapere:
• se l’Amministrazione regionale intenda attivarsi per verificare la congruità dell’insediamento logistico e garantire i diritti della popolazione residente;
• se l’amministrazione regionale intenda procedere ad un piano di programmazione della logistica sul territorio lombardo al fine di identificare le aree vocate e minimizzare i disagi provocati alle popolazioni interessate dai progetti di insediamento
Al riguardo, per gli aspetti relativi alle competenze deII’Assessorato al Territorio e Urbanistica, si osserva quanto segue.
In primo luogo, si rileva che, agli atti delle strutture competenti per la valutazione dell’impatto ambientale (VIA) di questo Assessorato, non si hanno informazioni sulla fattispecie segnalata.
Si rileva poi che, in base alla vigente legislazione gli interventi come quelli descritti nell’interpellanza 5158, sono da assoggettare alle procedure di verifica per esclusione dalla VIA.
Infatti i progetti di “piattaforme o centri logistici destinati alla raccolta, per la successiva distribuzione, di prodotti di vario tipo”, ancorché senza previsione di racordo ferroviario, si ritengono rientrare fra le tipologie elencate nell’all. IV, punto 7, lett. e) alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006 (“interporti, piattaforme intermodali e terminali intermodali”) e nell’all. II alla Direttiva 97/11/CE, e pertanto sottoposti alla procedura di “verifica di esclusione dalla VIA”.
Di conseguenza, si ribadisce che il progetto in questione deve essere sottoposto alla previa “verifica di assoggettabilità” alla valutazione di impatto ambientale.
Sotto il profilo urbanistico, si rileva che l’intervento, nella fase transitoria prevista dall’art. 25 delle legge regionale 12/2005, può essere previsto in sede di strumentazione urbanistica comunale con la procedura di sportello unico per le attività produttive oppure con un Programma integrato di intervento, strumento questo ultimo che, dopo la recente modifica alla L.R. 12 precipitata, introdotta con L.R. 5/2009, per essere utilizzato dovrà presentare le caratteristiche stabilite dalla modifica legislativa stessa.
Nel caso di procedura di sportello unico, si precisa che. Essendo la Provincia di Brescia gi dotata di Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), l’espressione di parere su variante urbanistica proposta con lo Sportello unico, è competenza posta in capo alla Provincia.

A seguito poi di specifiche richieste avanzate dagli Uffici dello scrivente Assessorato, il comune di Chiari ha fornito notizie precisando che agli atti risulta esclusivamente una domanda della ditta LOGIMEA s.r.l. per la localizzazione di un nuovo polo logistico di superficie pari a circa 75.000 mq.
Dalla documentazione trasmessa risulta che tale richiesta è stata oggetto di esclusione dalla Valutazione ambientale Strategica (VAS) a seguito di conferenza di verifica svoltasi il 16 aprile 2009.
Per i profili di competenza dell’Assessorato Territorio e Urbanistica afferenti gli aspetti paesaggistici va anche rilevato che
• l’ambito territoriale interessato non risulta assoggettato a specifica tutela ai sensi del D.Lgs 42/2004;
• “il documento di sintesi” relativo ai possibili effetti significativi sull’ambiente, presentato nell’ambito della procedura di verifica di esclusione dalla VAS, analizza il contesto paesaggistico e definisce mitigazioni ambientali e paesistiche.

Resta comunque il fatto che il progetto in questione deve essere sottoposto alla previa “verifica di assoggettabilità” alla valutazione di impatto ambientale, come sopra detto.


Alla faccia della coerenza!

Posted by Italia dei Valori in rassegna stampa, Pol... | 08.04.2009 - 18:41

Dire che sono esterrefatto da quello che è successo e sta succedendo nel mio comune è ancora poco.

Credo che non ci siano aggettivi da attribuire a questa maggioranza che sta governando. Hanno portato in consiglio comunale un progetto di area vasta dove ogni comune che vi partecipi – Chiari, Castelcovati, Urago D’Oglio, Rudiano, Roccafranca- diventerà la città del benessere, della cultura, del centro raccolta per visitatori da tutto il mondo, che verranno a visitare queste nostre belle città.

Tutto questo costruito per poter coprire un’operazione immobiliare di 360 mila metri quadrati ( all’incirca più di cento piò bresciani), operazione che sicuramente non porterà nessun beneficio ai cittadini della zona, se non una devastazione di una delle aree agricole più floride della pianura, ed un pesante traffico che renderà molto difficoltosa la viabilità limitrofa a questo orrendo piano urbanistico.

Credo che ormai al termine di questa legislatura, sarebbe stato più ovvio rimandare alla prossima amministrazione la costruzione di un progetto di area vasta, costruito su misura dalle cinque amministrazioni, e che poteva risultare veramente una cosa innovativa per i prossimi anni, relativamente alla localizzazione dei nuovi insediamenti artigianali.

Dovremo stare molto attenti e non perdere mai di vista il comportamento di questa maggioranza, sempre più simile a una confraternita, tenendo presente che, addirittura, nel consiglio comunale dedicato al P.G.T. il presidente del consiglio ha fatto votare l’adozione, senza che ci fosse la presenza del numero legale dei consiglieri, dimostrando per l’ennesima volta che il consiglio comunale di Chiari non è altro che il posto dove vengono incentivate tutte le scelte scellerate che gli immobiliaristi propongono a Mazzatorta, senza che abbiano la dignità di esprimere un parere.

E tutto questo quando ci sono in giro manifesti della Lega Nord che dicono: ” BASTA CEMENTO! DIFENDIAMO LA TERRA DEI NOSTRI PADRI!”

Alla faccia della coerenza!

 

lega: basta cemento

 


Giornale di Brescia sul polo di logistica

Posted by Italia dei Valori in rassegna stampa, Pol... | 08.04.2009 - 18:06

Giornale di Brescia di Mercoledì 08 aprile pag 22 bassa bresciana

Chiari Via libera al Polo logistico
di Barbara Bertocchi

Il Consiglio comunale (minoranza contraria) ha approvato l’operazione

CHIARI – Il Consiglio comunale ha detto sì al Piano strategico di area vasta «Ovest Bresciano-Valle dell’Oglio» e all’accordo di programma con quattro Comuni confinanti e la Provincia per la costruzione di un Polo della logistica e del produrre tra la Sp18 e la Sp 72. Undici dei 17 consiglieri presenti hanno votato a favore dei due documenti.
Castelcovati, Chiari, Roccafranca, Rudiano e Urago d’Oglio sono i Comuni interessati al Piano strategico in questione, che individua un percorso di sviluppo condiviso per quest’area sovraccomunale alla luce delle sue peculiarità e delle prevedibili conseguenze di grandi infrastrutture come la Brebemi. «Attraverso questo Piano, volto a dare un’identità precisa al nostro territorio – ha commentato il sindaco Sandro Mazzatorta – stiamo trasmettendo un forte segnale di innovazione». In particolare, per Chiari il Piano divide la città in tre zone: «Quella al di sotto della linea ferroviaria – ha spiegato il tecnico estensore del Piano, arch. Massimo Casolari -, che rappresenta la città realmente percepita, è da riqualificare; quella che si trova a nord della stessa è da completare; quella individuabile a sud del futuro casello della Brebemi è da inventare». In quest’ultima zona il Piano, sostenuto su questo punto dalla bozza di accordo di programma che i Comuni interessati e la Provincia stanno valutando, prevede l’insediamento di un Polo della logistica e del produrre da 350mila mq destinato ad ospitare la piattaforma logistica Sma (164mila mq).
Il Piano è stato accolto in aula con apprezzamenti tecnici e critiche politiche. Fabio Goffi (Pd): «Si tratta di una bella cornice alla devastazione del territorio. L’identità di un luogo non va inventata. Bisogna investire sulla sua cultura». Federico Lorini (Pd): «Mi sento preso in giro da questo modo di operare. Prima è nata l’idea del Polo logistico Sma e poi è stato confezionato il Piano». Dal fronte della maggioranza, Massimo Vizzardi (Udc): «Il Polo avrà un senso solo dopo l’apertura del casello della Brebemi». Paolo Cenini (Chiari Futura): «Non vedo vantaggi per Chiari, ma solo per gli altri Comuni». In fase di voto Vizzardi e Cenini sono usciti dall’aula.
Ecco la replica del sindaco: «Il Polo logistico darà lavoro ad almeno 240 persone. Non è vero che Chiari non ha investito sulla sua identità culturale. Ne sono una dimostrazione gli scavi di piazza Zanardelli».
Dal piano strategico alla Brebemi. I consiglieri hanno approvato il parere della Giunta sul progetto definitivo della Direttissima. Promossa all’unanimità la proposta di Massimo Salvoni, Roberto Campodonico, Davide Piantoni e Gianpietro Volpi (Lega Nord) per imporre, attraverso un accordo tra Comune e fondazioni ex Ipab, un diritto di prelazione – negli eventuali bandi per la vendita di aree agricole – a vantaggio dei proprietari di aziende agricole che verranno espropriati. Bocciata invece la proposta di inserire nel parere la richiesta di eliminare dal progetto definitivo le due aree di servizio avanzata dalla minoranza («Tali aree siano acquisite attraverso trattativa privata»).


Bresciaoggi del 08 aprile su Polo logistico

Posted by Italia dei Valori in rassegna stampa, Pol... | 08.04.2009 - 17:49

Bresciaoggi di Mercoledì 08 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 30

CHIARI. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto portato avanti dalla Giunta Mazzatorta

«Via libera» al Piano per il polo Sma-Auchan

di Massimiliano Magli

La minoranza: «Si favorisce la speculazione non la gente» Il numero degli addetti non supererà i 140 occupati

Un fiume di polemiche non è riuscito ad arrestare la volontà della Giunta di Chiari di portare sul proprio territorio il nuovo polo logistico «Sma Auchan». Il Consiglio comunale, lunedì scorso, ha infatti approvato a maggioranza il «Piano di area vasta», che dovrebbe consentire di portare sulla provinciale 18 il nuovo insediamento logistico e un ulteriore Suap (Sportello unico delle attività produttive) per un totale di 360 mila metri quadrati.
DURISSIMO l’attacco all’Amministrazione comunale da parte dell’opposizione, che non ha risparmiato critiche nemmeno all’architetto Filippo Casolari, dello studio Agorà di Reggio Emilia, che ha preparato il Piano, su richiesta del Municipio di Chiari.
Due sono gli aspetti su cui si è concentrata la polemica delle minoranze.
«L’Amministrazione comunale – spiega il consigliere dipietrista Ermanno Pederzoli – si è inventato questo «bel vestito» chiamato Piano di area vasta soltanto dopo che è stato trovato con le mani nella marmellata, perseguendo interessi di pura speculazione edilizia e non quelli della comunità».
Il secondo aspetto è stato denunciato dal consigliere Ds Federico Lorini, che si è detto «attonito che un professionista come Casolari possa parlare di un polo logistico come mezzo ottimale per il rilancio della qualità della vita e del turismo nelle comunità circostanti. Se crede in una simile affermazione, abbia il coraggio di andare a dirlo alle sue di comunità, a partire da Reggio Emilia e Urbino».
«Fino a pochi giorni fa – ha aggiunto Pederzoli – alla finestra della Lega di Chiari era appeso un lenzuolo con scritto «basta cemento, difendiamo la terra dei nostri padri». Stranamente proprio in occasione di questo Consiglio quelle scritte sono scomparse».
LE CRITICHEin realtà non sono mancate anche in seno alla maggioranza, con il consigliere Paolo Cenini che ha sottolineato «l’assurdo consumo di 360 mila metri quadrati di territorio, con benefici da dividere con gli altri quattro Comuni e ricadute ambientali pesanti». Grottesca infine è apparsa la «querelle» sulla consegna dell’elaborato di Casolari ai consiglieri: il consigliere di maggioranza Giovanni Massafra ha lamentato «la consegna direttamente in Consiglio comunale, forse inevitabile per i tempi di redazione del lavoro».
In realtà, tuttavia, da circa un mese il Comune di Rudiano, ad esempio, disponeva già del lavoro dello studio. Fabio Goffi (Ds): «Il Comune parla per la campagna a sud di una «città da inventare»: un’espressione da brividi, se si considera che pretende di cancellare una cultura millenaria come quella agricola, rifondandone, con chissà quali pretese capacità, una nuova in pochi mesi».
Il sindaco Sandro Mazzatorta si è detto «orgoglioso di aver sostenuto l’arrivo del polo logistico e di averlo strappato alla pressoché inesistente resistenza del Comune di Roccafranca», presso il quale era localizzato.
Resta confermato che il numero di addetti che il polo logistico sarà in grado di coinvolgere non dovrebbe essere oltre i 50 per ogni turno di lavoro, comunque non superiore a 140 occupati in totale.


Bresciaoggi del 26 febbraio sul polo di logistica

Posted by Italia dei Valori in rassegna stampa, Pol... | 27.02.2009 - 19:59

Bresciaoggi di giovedì 26 febbraio 2009 provincia pag. 21

CASTELCOVATI. Si allarga a Urago, Rudiano e Castrezzato il fronte del «no» all’operazione promossa a Chiari

Parte la doppia offensiva contro il polo logistico

di Massimiliano Magli

Da battaglia politica a mobilitazione popolare il passo è stato davvero breve. Da Castelcovati è partita l’altra sera un’offensiva comprensoriale contro il polo logistico che il gruppo Sma vorrebbe realizzare nel territorio di Chiari.
NEL MIRINO CI SONO soprattutto le opere infrastrutturali annesse all’operazione che avranno fisiologiche ricadute sui paesi confinanti. La strategia di azione è stata messa a punto nel corso dell’incontro promosso dalle liste civiche d’opposizione «Proposta per Castelcovati» e «Impegno Per Castelcovati». Significativa la presenza all’assemblea di alcuni consiglieri della maggioranza locale (leghista come quella di Chiari) e di esponenti delle amministrazioni di Rudiano, Urago e Castrezzato. Folta la rappresentanza di Chiari: da Ermanno Pederzoli, consigliere dell’Italia dei valori ai colleghi di opposizione del Pd Federico Lorini, Maurizio Libretti e Giuseppe Delfrate. La prima mossa sarà una raccolta di firme che si aprirà nei prossimi giorni. Nel frattempo una delegazione di consiglieri dei Comuni coinvolti a vario titolo dal progetto, chiederanno un incontro urgente con la Provincia.
LA SERATA HA REGALATO AGLI agricoltori presenti un’amara sorpresa. «Analizzando il Piano di governo del territorio di Chiari – ha spiegato Paolo Olivini consigliere di Castelcovati che ha coordinato l’incontro -, abbiamo scoperto che ci sono ben due Sportelli unici di impresa. Oltre a quello della Sma, è aperta una procedura d’insediamento di 370 mila metri quadrati. All’assessore provinciale Francesco Mazzoli faremo presente nel giro di sette mesi il sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta ha confezionato un vestito urbanistico inaccettabile a un’operazione condotta nel solo interesse di privati, immobiliaristi e aziende commerciali. Alla critica dell’assessore Mazzoli che definiva inaccettabili gli Sportelli impresa locali che finiscono per impattare su un territorio vastissimo, il sindaco di Chiari ha risposto inventandosi in pochi giorni un Piano di area vasta a dir poco improbabile».
Diversi interventi hanno contestato la Giunta locale che «non ha fatto altro che accettare passivamente le volontà di Chiari». L’assemblea ha bocciato anche il progetto di una bretella di 1700 metri quadrati per circa 4 milioni di euro, a nord di Castelcovati. «Sarebbe inutile – spiega Olivini – perché non darebbe alcun beneficio rispetto alla viabilità esistente. Piuttosto sospettiamo che un simile intervento sia realizzato in vista della trasformazione di un’area logistica in una vera e propria area industriale clarense di cui Castelcovati subirebbe tutte le ricadute».
Il Pgt di Chiari infatti indivuda due aree d’insediamento produttive equivalenti alla superficie dell’area artigianale esistente in paese. La nuova bretella richiederebbe la cancellazione di 50 mila metri quadrati di terra agricola e taglierebbe circa 200 piò di campagna, con gravi danni alla rete irrigua. «Di fronte a progetti di simile impatto ambientale – ha osservato l’esponente del Pd Nino Di Bernardo -, la Provincia deve imporre un approccio intercomunale». Pederzoli ha attaccato la Giunta di Chiari: «In quattro anni ha redatto un piano regolatore parallelo e fuori dalle regole a colpi di piani integrati e sportelli impresa». Insieme alla petizione scatterà una campagna di informazione per spiegare ai cittadini «come potrebbe gravemente peggiorare la loro qualità della vita se sarà realizzato il polo logistico».