Il punto sul Polo logistico

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, ... | 29.04.2009 - 21:15

Iniziata da oltre un anno, la vicenda del polo logistico Auchan SMA ancora non intravede una conclusione. Questo nonostante tutta la potenza di fuoco messa in campo dall’amministrazione del Sindaco Mazzatorta, le pressioni sugli altri sindaci amici ed i miraggi occupazionali per i lavoratori delle aziende in crisi.
Il prossimo mese di giugno ben quattro dei cinque comuni ( oltre a Chiari, Rudiano, Roccafranca e Urago d’Oglio ) interessati dal piano strategico di area vasta Parco dell’Oglio , e quindi dall’insediamento di logistica Auchan-Sma, e la provincia di Brescia andranno alle elezioni per il rinnovo delle cariche: quindi l’operatività amministrativa è ora limitata all’ordinaria e non sarà possibile in questo periodo assumere decisioni importanti sull’argomento. Se ne riparlerà a Luglio, dopo l’insediamento delle nuove amministrazioni.
Ne approfittiamo quindi per fare il punto della situazione.

 I Consigli Comunali

In settimana il piano strategico di area vasta è stato portato all’attenzione del Consiglio Comunale di Roccafranca; tutti i cinque comuni hanno quindi concluso l’esame di un progetto che li porta a coordinarsi nello sviluppo della nostra area ma, anche se le intenzioni sono buone, l’area vasta non è per il momento riuscita a coordinare neppure le procedure! Infatti:
nel metodo : dei cinque comuni tre, Chiari Urago d’Oglio e Rudiano, hanno espresso la propria adesione al progetto tramite un voto, a Roccafranca e Castelcovati, per quest’ultimo addirittura per ben due volte, la discussione sull’argomento non si è conclusa con l’espressione di un voto.
nei contenuti : pur aderendo al progetto le posizioni all’interno dei comuni sono alquanto articolate. Se da una parte alcuni sindaci, in particolare Castelcovati, di stretta osservanza leghista, hanno aderito senza battere ciglio al progetto Mazzatorta, altri amministratori (Vedi Rudiano) hanno accuratamente analizzato l’opera e dato importanza ad aspetti di crescita ed opportunità in esso contenuti, non solo e non tanto all’insediamento di logistica.
Proprio a Roccafranca, l’ultimo dei Comuni ad approvare il progetto, sono state espresse posizioni molto critiche, più vicine alle nostre che a quelle dei fautori del polo logistico, come ben si evince dall’articolo riportato.

La procedura per l’esenzione VAS

La procedura di sportello unico Logimea, il solo progetto concreto nel piano di area vasta, prosegue il proprio iter amministrativo e lo scorso 16 aprile si è riunita l’apposita Conferenza di Servizi. In quella sede sono state presentate dettagliate osservazioni dai consiglieri comunali di Chiari, Lorini Federico (PD9 ed Ermanno Pederzoli (Italia dei Valori), e dal consigliere di Castelcovati Paolo Olivini, in merito agli effetti sull’ambiente, sulla viabilità, sull’inquinamento, che hanno messo in seria difficoltà i fautori dell’ipotesi di esenzione dalle VAS, provocando il chiamarsi fuori del rappresentante della Provincia di Brescia.

Il nostro incontro in provincia

Proprio in Provincia si è tenuto, su richiesta dei consiglieri provinciali del PD, l’incontro con le commissioni congiunte Territorio e Lavori Pubblici. In quella sede è stato presentato un documento, firmato da numerosi consiglieri comunali e presentato da Federico Lorini, Alessandro Bonamano, Paolo Olivini e Marco Delpanno, che ha suscitato grande attenzione da parte dei presenti, fra i quali vi era l’Assessore al Territorio Francesco Mazzoli, che già si è espresso in modo critico sulla procedure. In particolare la commissione ha valutato in modo positivo l’atteggiamento del comitato, non genericamente contrario, ma in grado di formulare concrete proposte alternative nel metodo e nel merito.

La posizione di Coldiretti

La Federazione Provinciale della Coldiretti, informata dai propri rappresentanti di zona sul progetto di sportello unico depositato presso il comune di Chiari che devasterà una considerevole porzione di campagna, in una lettera all’Assessore provinciale al territorio, Mazzoli, ed all’Assessore provinciale ai lavori pubblici Parolini ha espresso in modo incisivo preoccupazione e contrarietà.

I risultati ottenuti

Siamo convinti di aver una parte di merito nell’aver impedito ad oggi la realizzazione del polo logistico, così come prospettata inizialmente. Il fatto che da settembre si parli di un insediamento che riguarda più comuni è già un primo piccolo passo nella direzione giusta. L’aver ottenuto di far slittare la procedura a dopo che si saranno tenute le elezioni amministrative e di aver posti paletti ragionevoli può rappresentare il presupposto perché questa vicenda, che può avere anche risvolti positivi, venga affrontata nel modo corretto.

Le nostre richieste

Risultano evidenti la superficialità ( per tutta una serie di dimenticanze od errori voluti o non voluti) e la strumentalità (giustificazione preconcetta a posteriori) che hanno caratterizzato il comportamento della maggioranza di Chiari, convinta prima di poter gestire la vicenda in sordina e poi di poterla sistemare in qualche modo, senza però fornire la disponibilità ad affrontare in modo costruttivo l’analisi delle ricadute dell’insediamento di logistica proposto da Logimea, in modo da rimediare alle evidenti situazioni di criticità.
Ci auguriamo che la pausa elettorale porti consiglio in modo che a Luglio la vicenda possa essere affrontata su basi diverse.
Le condizioni che riteniamo debbano essere verificate per una corretta localizzazione di un Insediamento di logistica del tipo proposto per noi rimangono invariate e sono:

la sua localizzazione venga concertata con Provincia e comprensorio di Comuni con ricadute viabilistiche ed ambientali;

la sua localizzazione sia inserita in una logica urbanistica coerente con i PGT o PRG vigenti dei Comuni del S.U.S. e con il PTCP;

i accorci la filiera degli interlocutori/mediatori immobiliari e si interloquisca direttamente con l’utilizzatore finale (Auchan-SMA nel caso specifico) come peraltro risulta essere nello spirito della legge (D.Lgs 447/98 );

si abbiano reali garanzie occupazionali e cioè che il consumo di prezioso territorio agricolo sia giustificato da reali benefici compensativi;

si valutino alternative possibili nell’ambito di una procedura di VIA;

• si abbiano garanzie sulla permanenza della destinazione, ad evitare che in tempi brevi il Polo Logistico si trasformi in un ennesimo Polo Commerciale;

l’iter di approvazione sia rigorosamente rispettoso delle normative vigenti;

sia supportato da una corretta valutazione di impatto ambientale soprattutto per quanto attiene alla viabilità;

ci sia coerenza nel dimensionamento dell’intervento;

venga gestito in modo consortile da tutte le realtà territoriali interessate.

Su questi basi vi è la nostra disponibilità ad un confronto serio e serrato.

 In ogni caso noi continueremo a fare la nostra parte!


Brescioggi del 27 marzo: il polo strappa la maggioranza

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, Polo... | 27.03.2009 - 19:02

Bresciaoggi di venerdì 27 marzo 2009 provincia pag. 23

CHIARI. Il leghista Salvoni critica l’operazione

Il polo industriale apre uno strappo in maggioranza

di Masimiliano Magli

«Le mucche non si possono sistemare in un albergo. Chiari non può sacrificare le due più importanti aziende zootecniche sull’altare di un polo logistico che apre la strada alla creazione di una zona industriale per cinque Comuni».
Il consigliere comunale leghista Massimo Salvoni boccia il progetto di «area vasta» lanciato dalla sua maggioranza sull’onda del polo logistico promosso dalla Sma. L’operazione è da tempo sotto il fuoco di fila delle polemiche ma mai l’iniziativa era stata messa in discussione dall’interno dell’esecutivo. «Non metto in discussione l’iniziativa della Sma – precisa Salvoni – ma mi preoccupa che la rete di progetti indirettamente collegati possa cancellare 36 ettari di campagna». La presa di posizione di Salvoni ha gelato l’ultima seduta della commissione urbanistica. «Lo strumento dell’area vasta toglie ogni alternativa alle aziende zootecniche
costrette a trasferirsi per lasciare spazio all’autostrada Brebemi». Il riferimento è, tra l’altro, alla cascina Ciliegia della famiglia Foschetti (la terza per mucche da latte della nostra provincia) e all’azienda agricola Baresi di via Tagliata, che verranno cancellate dall’autostrada. «Chiari – rimarca Salvoni – dovrà sobbarcarsi l’espansione industriale di cinque Comuni. Questi non erano gli accordi». Ma gli stessi allevatori sono i primi a chiedersi quanto valgano le promesse della Giunta che aveva garantito il trasferimento in altre zone rurali di Chiari per quelle aziende cancellate dalla Brebemi, compresa la cascina Festa di via San Genesio.
«Noi di qui non ci muoviamo – dice la moglie del titolare della cascina Foschetti – finché non ci daranno una nuova cascina e la terra che ci verranno tolte. A volte piango pensando a come le istituzioni stanno maltrattando l’agricoltura. Spero che la giustizia faccia luce su ciò che sta accadendo a Chiari. Don Gabriele Scalmana ricordava che la terra appartiene a tutti e in primo luogo a chi verrà dopo di noi: sindaco e amministratori se lo sono dimenticati».

Fa piacere che un consigliere comunale della Lega, anche molto legato alla campagna, prenda le distanze in modo pubblico da un modo di gestire il territorio poco rispettoso delle attività agricole e dell’ambiente. Evidentemente il comitato d’affari imperante a Chiari comincia a stufare anche i leghisti.


Ermanno Pederzoli: basta con l’urbanistica selvaggia!

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, Polo... | 27.02.2009 - 20:02

Martedì 24 febbraio, appuntamento da non perdere presso il centro civico di Via Marconi per l’assemblea organizzata da Proposta per Castelcovati. Varcata la porta il colpo d’occhio che si presenta è di quelli che non lasciano indifferenti: la sala è gremita di gente, le sedie non bastano per tutti e diverse persone sono costrette in piedi. E questo nonostante la data dell’incontro coincida con l’ultimo giorno di carnevale e la serata di eurocoppe. Segno evidente che quando l’argomento in discussione è importante è ancora possibile mobilitare l’interesse della gente, checché se ne dica a proposito di inerzia e disinteresse di una popolazione ormai narcotizzata sui temi di rilevanza sociale. Evidentemente, quando comincia a diffondersi puzza di bruciato la gente si guarda intorno, vuol capire. E allora ecco che arriva numerosa, anche da paesi diversi. Infatti, proprio questo è un altro aspetto di questa assemblea: in mezzo alle facce dei nostri concittadini si notano molte persone venute da fuori, da Chiari, Rudiano, Urago, Roccafranca, Castrezzato; insomma si evidenzia una rappresentanza territoriale variegata e politicamente trasversale. Anche perché trasversale, nel senso che interessa più comuni, è il problema che si va a discutere: cioè l’ormai nota questione del nuovo polo logistico Auchan, vasto insediamento che da progetto dovrebbe essere ubicato – se realizzato – all’estremo sud del territorio di Chiari e a ridosso del comune di Castelcovati.
Al tavolo dei relatori siedono il nostro Paolo Olivini, Ermanno Pederzoli, (rappresentate per Chiari dell’Italia dei Valori) e Nino di Bernardo (coordinatore del PD di zona) di Castrezzato. Era prevista anche la presenza di Aldo Onger di Impegno per Castelcovati che aveva dato il suo appoggio all’iniziativa, ma all’ultimo momento ha dovuto rinunciare per sopravvenuti inderogabili impegni. Era comunque presente una nutrita rappresentanza del suo gruppo.
Paolo Olivini ha preso per primo la parola e narrando la cronistoria di questa faccenda dai contorni torbidi ha mosso numerosi appunti critici al progetto, che viene ampiamene trattato nel sito di Proposta Per Castelcovati, che vi invitiamo a consultare all’indirizzo www.propostapercastelcovati.org. Questi appunti sono stati evidenziati con calore ed efficacia da Ermanno Pederzoli, che andando subito al sodo ha messo in chiaro le dimensioni abnormi dell’operazione che in un boccone solo si inghiotte 360.000 mq. di campagna vergine, dando il là alla devastazione di un territorio che sarà già massacrato di suo con l’arrivo di BREBEMI e TAV. Ma quello che è inaccettabile, incalza Pederzoli, è che questo scempio avvenga a scapito di una vasta comunità e a vantaggio di uno o pochi privilegiati ben addentro alle logiche politico-affaristiche di Chiari. Un’operazione del genere, dice, andrebbe attentamente programmata e gestita dal comune, anzi da più comuni, visto che la zona di insediamento è posta all’intersezione dei confini di Castelcovati, Urago, Rudiano e Roccafranca, oltre che di Chiari. Chiede dei passi indietro all’amministrazione Clarense; coinvolgimento vero e non di facciata dei paesi limitrofi; più informazione; meno fretta.
Qui invece pare proprio che il calendario e la programmazione siano imposti dalle esigenze del privato, sempre proiettato in avanti a bruciare tempi e percorsi in continua evoluzione. E proprio ultimamente la vicenda si è arricchita di nuovi capitoli, che riguardano la presentazione di un accordo di programma, sottoscritto dai cinque comuni interessati, da presentare in Provincia accompagnato da un voluminoso documento intitolato “Piano strategico di area vasta”. Si tratta di un bel librone corredato di belle immagini a colori, commissionato dai cinque comuni a uno studio specializzato in questi lavori, lo stesso che ha redatto il piano strategico di Chiari, su commissione di uno sponsor parecchio interessato. In questo documento vengono indicati diversi obiettivi che si potrebbero realizzare grazie alle opportunità derivanti dal passaggio della BREBEMI. È una specie di libro dei sogni, ci racconta cose che non avremmo mai immaginato, ci racconta delle potenzialità turistiche del nostro territorio, potenzialità latenti che si potrebbero risvegliare grazie allo sfruttamento delle peculiarità naturalistiche del parco Oglio e alla costruzione di mirabolanti strutture di attrazione a tema quali percorsi naturalistici full immersion a cavallo, in bici o in canoa; ci affascina prefigurando la realizzazione di vari musei, teatri, centri culturali, centri di ricerca avanzata su energie rinnovabili, cittadelle dell’acqua, cittadelle del benessere, mega campi da golf, e chi più ne ha più ne metta. Manca solo una pista da sci al coperto ma non c’è da disperare, basterà chiedere e sarà subito promessa. Insomma, è un tourbillon di proposte anche belle e condivisibili, ma che, francamente, saranno molto ma molto di là da venire. Progetti certo affascinanti ma al momento molto poco concreti. Sembrano più che altro dei cavalli di Troia costruiti a posteriori per dare nobiltà all’unico progetto davvero concreto che il documento contiene, cioè il famigerato polo Auchan, ora accompagnato anche da una nuova strada (pomposamente chiamata bretella strategica) che con ogni evidenza servirà proprio ad esso, che giungerà al nostro paese tagliando e devastando ulteriormente il territorio a nord per innestarsi alla rotonda posta all’inizio di Via Chiari.
Diversi e molto qualificati gli interventi arrivati dal pubblico, anche perché giunti da persone esperte in urbanistica e politiche locali. Particolarmente efficaci le esposizioni di Luciano Onger sempre ben strutturate e pungolanti, di Federico Lorini, consigliere pd Chiari, Maurizio Libretti, consigliere per La Margherita di Chiari, Giuseppe Delfrate, anch’esso consigliere per La Margherita a Chiari. Interventi anche da Bonamano, consigliere di Rudiano, da un ex amministratore di Urago d’oglio e da Gino Galli.
Le conclusioni sono state una corale bocciatura del progetto e soprattutto dei metodi imposti per la sua realizzazione.
L’incontro era anche teso ad individuare iniziative da assumere per contrastare l’opera, da subito è emersa la disponibilità di alcuni consiglieri dei vari comuni rappresentati a richiedere un incontro con l’assessore all’ambiente della Provincia, ove esporre le problematiche emerse e proporre correttivi.
Nello stesso momento i vari gruppi politici si muoveranno su un percorso parallelo, rivolto ad ampliare l’informazione attraverso la stampa, volantinaggio, mostre e assemblee per propiziare il coinvolgimento attivo della popolazione.
L’assemblea si è chiusa verso le ventitrè, ma la gente si è trattenuta ancora a lungo in discussioni e scambi di opinioni, che sono continuate anche all’esterno una volta chiusa la sala. Segno che sicuramente l’argomento ha destato vivo interesse.
Mi sa che l’inverno della disinformazione volge al termine, questa assemblea e le decisioni prese in essa posano le basi per una svolta che sa di primavera, e come questa risveglia la natura credo che una buona ed efficace informazione risvegli le coscienze.