Giornale di Brescia del 19 marzo pag. 19 bassa bresciana
Chiari «Sarà un centro commerciale» Raccolta di firme contro il Polo della cultura
CHIARII residenti nelle immediate vicinanze dell’area di viale Mazzini interessata dalla costruzione del Polo della cultura, guidati da Angelo Folchi, hanno iniziato in questi giorni una raccolta di firme contro l’opera. «In pochi giorni abbiamo ottenuto 1.500 adesioni», dice il promotore dell’iniziativa. «Il 90% dei cittadini che siamo riusciti a contattare pensa ancora che si tratti di un centro culturale. Non ha capito che dietro la maschera del Polo della cultura si cela un centro commerciale. Un’opera troppo impattante e non rispettosa dei diritti dei residenti». Accanto a questi cittadini, che definiscono «apolitica» la loro battaglia, si è schierata la sezione locale del Partito democratico, che domenica ha raccolto altre firme. «I cittadini chiedono che si ritorni al progetto stilato dallo studio milanese Caputo», commenta il consigliere comunale Pd Federico Lorini. «Non vedono nessuna forma di interesse pubblico dal progetto modificato dall’Eleca. Perciò non se la sentono di mettere a repentaglio la sicurezza delle loro abitazioni, di subire un cantiere e una simile opera».
L’ulteriore presa in giro di questa amministrazione si è consumata nel Consiglio comunale dello scorso 2 marzo quando si è discusso per più di due ore del progetto sul polo della cultura, già portato in Consiglio più volte, che costava inizialmente 8 milioni di euro, che viene cambiato totalmente da un privato (Eleca) e diventa ora un progetto da 20 milioni di euro, con una grossa parte di questo progetto fatto con soldi del comune, che rinuncia ai parcheggi a pagamento per i prossimi 30 anni e al diritto di progettare la viabilità della città: quanti saranno i mezzi che circoleranno sul viale Mellini se ci sarà un nuovo centro commerciale sull’area dell’ex cinema comunale ?
Dopo aver delegittimato il Consiglio comunale sulla delibera per il rientro del mercato, fregandosi totalmente del parere dei Consiglieri, oggi subiamo un altro schiaffo, dove i consiglieri della Lega e di Forza Italia richiamati al’ordine come soldatini dal Sindaco non fanno altro che alzare la manina.
Credo che il Consiglio comunale sia l’organo eletto per salvaguardare la città e i cittadini, e i Consiglieri dovrebbero avere la dignità di fare il loro dovere (il bene di Chiari) purtroppo non è così: certi consiglieri sono solo lo strumento di alcune persone per far passare per legittimi i loro progetti !!!Sono molto deluso di alcuni Consiglieri!!!
mercoledì 04 marzo 2009 provincia pag. 24
Bagarre in Consiglio: il polo della cultura spacca la maggioranza
di Massimiliano Magli
Nuova spaccatura nella maggioranza. Ad innescarla la mozione presentata l’altra sera dagli alleati dell’Udc e da Chiari Futura. Nel mirino è finito il progetto per il nuovo polo della cultura. I consiglieri Massimo Vizzardi (Udc) e Paolo Cenini della civica, hanno chiesto di sospendere l’apertura dei cantieri per la costruzione del complesso che sorgerà sulle ceneri dell’ex cinema teatro. Il motivo? «Evitare al Comune problemi finanziari e possibili grane giudiziarie» a fronte delle modifiche progettuali a cui è andato incontro l’intervento.
ANALOGA LA POSIZIONE delle opposizioni che hanno votato per la mozione, poi bocciata con 11 voti contrari rispetto agli 8 favorevoli. Cenini ha sottolineato le maggiori occupazioni resesi necessarie per il sottosuolo, come pure la sopraggiunta necessità di effettuare occupazioni di urgenza per le nuove aree necessarie a soddisfare l’ottemperamento del progetto. Ancora, ha evidenziato le gravi difficoltà viabilistiche che il nuovo polo culturale e commerciale con cinque piani di parcheggi potrebbe comportare per viale Mazzini.
VIZZARDI HA DENUNCIATO un «pesante stravolgimento del primo progetto dello studio di progettazione Caputo, che merita comunque un’adeguata riflessione in commissione urbanistica oltre che in Consiglio». Il sindaco Sandro Mazzatorta ha respinto le richieste ricordando che «comporterebbero gravi penali per l’esecutivo, chiedendo semmai il voto di fiducia sull’intera operazione. Il Consiglio comunale non può più decidere per sua natura su aspetti progettuali tanto tecnici – ha concluso – ma semmai decidere se acconsentire o meno al progetto in toto». Il consigliere del Pd Federico Lorini ha ricordato però che «per le variazioni cui è sottoposto il progetto anche dal punto di vista commerciale è obbligatorio un passaggio in Consiglio comunale per modificare il Piano regolatore». Il costo del progetto, che nel vecchio elaborato ammontava a 8 milioni, era salito a oltre 17 milioni nel secondo elaborato e con i 2,7 milioni di euro stimati in aggiunta dal nuovo progetto Eleca è schizzato a oltre i 20 milioni.