Chiari Falsa partenza sul Pgt
Il documento di pianificazione urbanistica adottato in Consiglio comunale con il voto della sola maggioranza. Poi gli stessi consiglieri hanno deciso di annullare la delibera
di Barbara Bertocchi
CHIARI – Falsa partenza per il Pgt di Chiari. Il nuovo documento di pianificazione urbanistica è stato adottato senza essere oggetto di discussione. E la votazione è stata subito dopo annullata dalle stesse persone che l’avevano fatta. È accaduto nel giro di un’ora e mezza nell’agitato e confuso Consiglio comunale di martedì sera.
Nella speranza che senza la loro presenza non si riuscisse a raggiungere il numero legale per dare il via all’importante seduta, i consiglieri di minoranza, una volta in aula, si sono accomodati tra le fila del pubblico. Il presidente del consiglio comunale, Luca Seneci, ha quindi iniziato il conteggio senza di loro.
Maggioranza al voto, opposizione in platea
Nove i consiglieri presenti più il sindaco. «La seduta è aperta», ha annunciato Seneci. Immediata è stata a questo punto la reazione della minoranza: «Non avete il numero legale – ha evidenziato Maurizio Libretti (Pd) -. Il sindaco non deve essere preso in considerazione nel conteggio. Su un totale di venti consiglieri perché una seduta possa iniziare è necessario che ne siano presenti almeno dieci». In pochi secondi si è così scatenata una burrascosa querelle che ha portato il presidente del Consiglio comunale ad avviare in fretta la votazione. I consiglieri di maggioranza (ai nove citati prima e al sindaco nel frattempo se ne è aggiunto un altro arrivato in ritardo) hanno quindi votato il piano. E Seneci ha congedato i presenti. Un clima di forte tensione si è diffuso in sala nei minuti successivi. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno abbandonato le rispettive poltrone. Vano è stato il primo tentativo del sindaco Sandro Mazzatorta di ristabilire l’ordine chiedendo a tutti, maggioranza e minoranza, di riaccomodarsi per trovare una soluzione.
Prima votazione: dietro-front
Trascorsa circa un’ora fatta di discussioni, controlli del regolamento e attese, il clima si è fatto più disteso. La minoranza non è più rientrata in aula. Ma la maggioranza ha votato all’unanimità al fine di annullare la prima azzardata votazione. La seduta è stata quindi rinviata. Ricordiamo che i tempi stringono: alla luce dell’imminente chiamata alle urne, i giorni che l’Amministrazione comunale in carica ha a disposizione per adottare il piano sono pochi. Ecco la reazione a caldo del primo cittadino: «C’è stato un errore iniziale di impostazione della discussione dovuto ad un clima un po’ troppo surriscaldato. Ora è importante che il piano venga da tutti approfonditamente discusso».
Delusi e arrabbiati i consiglieri di minoranza. Maurizio Libretti (Pd): «Entrambe le votazioni sono illegittime. La prima perché la seduta non era valida dal momento che non c’era il numero legale in fase di conteggio. La seconda perché non è possibile revocare una delibera nello stesso giorno in cui è stata adottata. Sono state quindi fatte due forzature. E al momento non è ancora chiaro a nessuno cosa abbiano votato. Questa situazione va immediatamente sanata. Il Consiglio comunale va anzitutto convocato per revocare la prima delibera». Federico Lorini (Pd): «Quanto è successo l’altra sera porta alla luce il malessere della maggioranza sul tema. Sarà perché nel Pgt è stato inserito il Polo scolastico. Sarà perché i documenti che lo compongono non sono stati sufficientemente discussi in commissione. Abbiamo l’impressione che ci sia stato un tentativo di mettere a tacere eventuali diversità di posizione nella maggioranza». I due puntano quindi il dito contro Seneci: «Non ha tutelato le opposizioni ma nemmeno la maggioranza. Dovrebbe dimettersi», ha detto Libretti. Su questo punto anche Massimo Vizzardi (consigliere Udc), che non era presente in aula, sembra essere d’accordo: «Il presidente deve dimettersi. Sono state maltrattate le prerogative dell’assemblea». Questa la reazione di Seneci: «Mi dispiace per quello che è successo. Il Pgt è un documento troppo importante. È giusto che venga rimesso in discussione». E circa le sue dimissioni: «Non le presenterò – ha detto -. Mi affido comunque alla volontà del Consiglio comunale».


