Giornale di Brescia 11 aprile: Lupatini candidato

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 14.04.2009 - 19:38

Giornale di Brescia di sabato 11 aprile pag. 23 bassa bresciana

Chiari Una civica candida Alessandro Lupatini

Direttore del Cfp Zanardelli, partecipa alla vita politica dal 1981. Nel suo programma la tutela del territorio

di Barbara Bertocchi

Alessandro Lupatini, candidato di «Chiari Insieme»CHIARI«Garantirò la mia costante presenza in Municipio, favorirò la partecipazione dei cittadini e assicurerò la massima trasparenza amministrativa». Sono queste le prime promesse che Alessandro Lupatini si sente di fare alla cittadinanza in occasione dell’annuncio ufficiale della sua candidatura a sindaco della Città per la lista civica «Chiari Insieme». Nato a Chiari, sposato e padre di due ragazze, Lupatini, 58 anni, direttore del Cfp Zanardelli di Chiari, vanta una lunga carriera politica avviata dal 1981: è stato assessore ai Servizi generali ai tempi dell’Amministrazione Zanini, vicesindaco della Giunta Cenini tra il 1990 e il 1995 e consigliere d’opposizione durante l’amministrazione Facchetti. Frutto di una «sofferta decisione», sottolinea, è la sua attuale candidatura: «Facevo parte di un movimento che era alla ricerca di un candidato sindaco. Inaspettatamente la scelta è caduta su di me.
Dopo aver trascorso un lungo periodo caratterizzato da analisi, ragionamenti e ripensamenti ho accettato». Lupatini scende in campo, come nel 1995, con la civica «Chiari Insieme», la cuoi collocazione politica «spazia tra il centrodestra e il centrosinistra. Mi auguro che a «Chiari Insieme» nei prossimi giorni si possano aggiungere altre liste e componenti politiche». In caso di vittoria, due saranno le priorità di Lupatini: «Sarò a completa disposizione dei cittadini – ha promesso – al fine di assicurare la massima trasparenza amministrativa. Mi impegnerò al fine di frenare la devastazione della campagna, già seriamente compromessa dalla prevista realizzazione di opere come il Polo logistico e la strada verso il Santellone. E di limitare ove possibile gli interventi nel centro edificato, oggi caratterizzati più da frenesia che da razionale programmazione».


Bresciaoggi del 11 aprile: Lupatini candidato

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 14.04.2009 - 19:30

Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 31

VERSO LE ELEZIONI. Già assessore, si candida nella lista «Chiari Insieme» in attesa di ampliare l’alleanza

lupatini «in campo per una città più aperta»

di Massimiliano Magli

Lupatini Alessandro

Lupatini Alessandro

«I cittadini devono poter contare sulle istituzioni. Nel mio programma spazio ad ambiente e sicurezza», al suo primo incarico da assessore ai servizi generali, riuscì a «regalare» ai clarensi Villa Mazzotti e il suo parco. E sempre in quell’anno, Alessandro lupatini avviò la creazione del primo Piano di insediamenti produttivi della città, a dispetto di una Giunta di transizione durata pochi mesi.
Il suo impegno da assessore proseguì fino al 1994, accresciuto dall’incarico di vice sindaco. Quindi con la lista «Chiari Insieme» ha formalizzato l’opposizione alla nuova Amministrazione guidata da Mino Facchetti, dal 1995 al 2004.
Ieri, dunque, la sua candidatura a sindaco della città sotto il vessillo della stessa lista «Chiari Insieme», in attesa che almeno altre cinque liste convoglino su di lui i loro favori, poiché è questo che sta accadendo a Chiari: un perfetto bipolarismo carico di enormi differenze ideologiche, anche se lupatini, ex democristiano, precisa che «la mia candidatura è trasversale, poiché non nasco certamente nella sinistra né tantomeno intendevo fare miei i principi sottesi alla Lega o a Forza Italia, ancora meno per il modo con cui questi due partiti hanno governato».
ENTRO UNA SETTIMANA sarà chiara l’entità dell’appoggio a lupatini che non ha mancato di esprimere amarezza e delusione «per come questo sindaco si sia chiuso ai cittadini e alla città. Il municipio da casa pubblica si è trasformato in una torre d’avorio, con ticket d’accesso e relative blindature, come se i cittadini, improvvisamente, fossero diventati scocciatori».
A questo proposito ha garantito la sua presenza costante in Comune e la riapertura dello stesso a tutti i cittadini «senza farraginosi giochi di prenotazioni e con una trasparenza amministrativa che oggi è inesistente. Io ci sarò ogni giorno – ha aggiunto – a differenza da quanto sta facendo il sindaco Sandro Mazzatorta che, evidentemente, ha preferito tenere il piede in due scarpe, tra Senato e Comune».
Tra le priorità da affrontare secondo lupatini rientra la difesa dell’ambiente e della campagna: «Sarà mio preciso impegno imporre una rigorosa frenata alla devastazione della nostra agricoltura, limitando, ove possibile, anche gli interventi nel centro edificato caratterizzati oggi più da un’evidente frenesia che da una razionale programmazione» Non sono mancati i riferimenti a progetti «devastanti» come il Polo Logistico o il Polo «tutt’altro che» culturale e all’impatto di Brebemi.
lupatini ha precisato che la sua candidatura arriva «dopo continue riflessioni e ripensamenti, ma ora il dado è tratto e mi conforta sapere che molte componenti della società civile hanno espresso il mio nome, con convinzione».
E infine una precisazione: «Il nome della mia lista – conclude lupatini – fa riferimento a un progetto trasversale che, spontaneamente, opera e mi sollecita ad attivarmi per apportare un radicale cambiamento dell’attuale modo di gestire la città, e in tal senso non intendo deluderlo. Ma è chiaro che se dovesse affievolirsi e venir meno questo convinto appoggio non esiterei a riconsiderare la mai posizione».


Giornale di Brescia del 9 aprile sul pgt

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 09.04.2009 - 18:38

Chiari Falsa partenza sul Pgt
Il documento di pianificazione urbanistica adottato in Consiglio comunale con il voto della sola maggioranza. Poi gli stessi consiglieri hanno deciso di annullare la delibera 

di Barbara Bertocchi

CHIARI – Falsa partenza per il Pgt di Chiari. Il nuovo documento di pianificazione urbanistica è stato adottato senza essere oggetto di discussione. E la votazione è stata subito dopo annullata dalle stesse persone che l’avevano fatta. È accaduto nel giro di un’ora e mezza nell’agitato e confuso Consiglio comunale di martedì sera.
Nella speranza che senza la loro presenza non si riuscisse a raggiungere il numero legale per dare il via all’importante seduta, i consiglieri di minoranza, una volta in aula, si sono accomodati tra le fila del pubblico. Il presidente del consiglio comunale, Luca Seneci, ha quindi iniziato il conteggio senza di loro.
Maggioranza al voto, opposizione in platea
Nove i consiglieri presenti più il sindaco. «La seduta è aperta», ha annunciato Seneci. Immediata è stata a questo punto la reazione della minoranza: «Non avete il numero legale – ha evidenziato Maurizio Libretti (Pd) -. Il sindaco non deve essere preso in considerazione nel conteggio. Su un totale di venti consiglieri perché una seduta possa iniziare è necessario che ne siano presenti almeno dieci». In pochi secondi si è così scatenata una burrascosa querelle che ha portato il presidente del Consiglio comunale ad avviare in fretta la votazione. I consiglieri di maggioranza (ai nove citati prima e al sindaco nel frattempo se ne è aggiunto un altro arrivato in ritardo) hanno quindi votato il piano. E Seneci ha congedato i presenti. Un clima di forte tensione si è diffuso in sala nei minuti successivi. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno abbandonato le rispettive poltrone. Vano è stato il primo tentativo del sindaco Sandro Mazzatorta di ristabilire l’ordine chiedendo a tutti, maggioranza e minoranza, di riaccomodarsi per trovare una soluzione.
Prima votazione: dietro-front
Trascorsa circa un’ora fatta di discussioni, controlli del regolamento e attese, il clima si è fatto più disteso. La minoranza non è più rientrata in aula. Ma la maggioranza ha votato all’unanimità al fine di annullare la prima azzardata votazione. La seduta è stata quindi rinviata. Ricordiamo che i tempi stringono: alla luce dell’imminente chiamata alle urne, i giorni che l’Amministrazione comunale in carica ha a disposizione per adottare il piano sono pochi. Ecco la reazione a caldo del primo cittadino: «C’è stato un errore iniziale di impostazione della discussione dovuto ad un clima un po’ troppo surriscaldato. Ora è importante che il piano venga da tutti approfonditamente discusso».
Delusi e arrabbiati i consiglieri di minoranza. Maurizio Libretti (Pd): «Entrambe le votazioni sono illegittime. La prima perché la seduta non era valida dal momento che non c’era il numero legale in fase di conteggio. La seconda perché non è possibile revocare una delibera nello stesso giorno in cui è stata adottata. Sono state quindi fatte due forzature. E al momento non è ancora chiaro a nessuno cosa abbiano votato. Questa situazione va immediatamente sanata. Il Consiglio comunale va anzitutto convocato per revocare la prima delibera». Federico Lorini (Pd): «Quanto è successo l’altra sera porta alla luce il malessere della maggioranza sul tema. Sarà perché nel Pgt è stato inserito il Polo scolastico. Sarà perché i documenti che lo compongono non sono stati sufficientemente discussi in commissione. Abbiamo l’impressione che ci sia stato un tentativo di mettere a tacere eventuali diversità di posizione nella maggioranza». I due puntano quindi il dito contro Seneci: «Non ha tutelato le opposizioni ma nemmeno la maggioranza. Dovrebbe dimettersi», ha detto Libretti. Su questo punto anche Massimo Vizzardi (consigliere Udc), che non era presente in aula, sembra essere d’accordo: «Il presidente deve dimettersi. Sono state maltrattate le prerogative dell’assemblea». Questa la reazione di Seneci: «Mi dispiace per quello che è successo. Il Pgt è un documento troppo importante. È giusto che venga rimesso in discussione». E circa le sue dimissioni: «Non le presenterò – ha detto -. Mi affido comunque alla volontà del Consiglio comunale».


Bresciaoggi del 09 aprile sull’approvazione del Pgt

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 09.04.2009 - 18:03

Bresciaoggi di Giovedì 09 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 26

CHIARI. Al Consiglio comunale manca il numero legale

Approvato il Pgt ma il voto è nullo
La minoranza accusa il presidente Seneci: «Comportamento irriguardoso verso l’aula»

di Massimiliano Magli

Un Consiglio comunale cruciale per la vita amministrativa del Comune di Chiari, quello di martedì scorso, si è trasformato in un assolo all’insegna di Mozart e Verdi, con tanto di «Requiem» per il Prg. Le musiche da requiem hanno fatto da sfondo, sia a Radio Claronda che sul sito internet comunale, alla rocambolesca seduta, in gran parte muta per le ripetute sospensioni, svoltasi in salone Marchetti dov’era in approvazione il Piano di Governo del Territorio.
ALL’APPELLO iniziale del presidente del Consiglio Luca Seneci mancava il numero legale, poiché in aula erano presenti nove consiglieri più il sindaco, ma non dieci come richiesto dal regolamento. Ma il presidente ritiene che il numero c’è e si deve votare. A quel punto interviene al microfono il consigliere di minoranza Maurizio Libretti, che sottolinea la mancanza del numero. Seneci lo invita a qualificarsi: «Lei è presente o no?». «No – dice Libretti – ma intendo denunciare che si sta votando senza diritto». Quindi si allontana dall’aula.
Seneci ha proseguito l’iter di approvazione del Pgt e ha concluso con un «buonasera» il suo intervento. Erano da poco trascorse le 21.
IN SALA erano presenti al momento dell’appello nove consiglieri comunali più il sindaco Sandro Mazzatorta, dopo che la minoranza non si era presentata in aula, anche a fronte del ritardato inizio del Consiglio, previsto alle 20 e iniziato verso le 20.30. I consiglieri assenti al momento di aprire la seduta, oltre ai sei dell’opposizione, erano Massimo Vizzardi (Udc), Paolo Cenini (Chiari Futura), Giovanni Massafra e Rosanna Cattaneo (Forza Italia) e Massimo Salvoni (Lega Nord). Subito dopo l’approvazione tuttavia il sindaco Sandro Mazzatorta ha preferito dichiarare non approvato il Pgt e ha chiesto alle minoranze di tranquillizzarsi e rientrare ma queste hanno ricordato che «Seneci ha chiuso l’assemblea con tanto di saluto». È seguita una votazione del Consiglio (cui nel frattempo si era aggiunto Massafra) che ha annullato la precedente delibera e rinviato a una conferenza dei capigruppo (svoltasi ieri sera) la convocazione di un nuovo Consiglio. Vizzardi, giunto in ritardo alla convocazione, ha commentato così: «Dopo aver visto l’accaduto ho preferito non entrare. Il mandato è ormai concluso, ma Seneci dovrebbe dimettersi, avendo dimostrato in modo chiaro la sua incapacità a gestire il Consiglio e la voluta disattenzione alle prerogative del ruolo».
PER I CONSIGLIERI Maurizio Libretti e Federico Lorini (Pd) e Ermanno Pederzoli (Idv): «Seneci ha avuto un comportamento irriguardoso. Con l’obiettivo di umiliare i consiglieri di minoranza, ha finito con l’offendere pesantemente anche i consiglieri di maggioranza, trattati alla stregua di meri esecutori che a comando alzano e abbassano le mani per approvare o respingere».
Al di là di torti o ragioni, è una pagina da dimenticare.


Alla faccia della coerenza!

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 08.04.2009 - 18:41

Dire che sono esterrefatto da quello che è successo e sta succedendo nel mio comune è ancora poco.

Credo che non ci siano aggettivi da attribuire a questa maggioranza che sta governando. Hanno portato in consiglio comunale un progetto di area vasta dove ogni comune che vi partecipi – Chiari, Castelcovati, Urago D’Oglio, Rudiano, Roccafranca- diventerà la città del benessere, della cultura, del centro raccolta per visitatori da tutto il mondo, che verranno a visitare queste nostre belle città.

Tutto questo costruito per poter coprire un’operazione immobiliare di 360 mila metri quadrati ( all’incirca più di cento piò bresciani), operazione che sicuramente non porterà nessun beneficio ai cittadini della zona, se non una devastazione di una delle aree agricole più floride della pianura, ed un pesante traffico che renderà molto difficoltosa la viabilità limitrofa a questo orrendo piano urbanistico.

Credo che ormai al termine di questa legislatura, sarebbe stato più ovvio rimandare alla prossima amministrazione la costruzione di un progetto di area vasta, costruito su misura dalle cinque amministrazioni, e che poteva risultare veramente una cosa innovativa per i prossimi anni, relativamente alla localizzazione dei nuovi insediamenti artigianali.

Dovremo stare molto attenti e non perdere mai di vista il comportamento di questa maggioranza, sempre più simile a una confraternita, tenendo presente che, addirittura, nel consiglio comunale dedicato al P.G.T. il presidente del consiglio ha fatto votare l’adozione, senza che ci fosse la presenza del numero legale dei consiglieri, dimostrando per l’ennesima volta che il consiglio comunale di Chiari non è altro che il posto dove vengono incentivate tutte le scelte scellerate che gli immobiliaristi propongono a Mazzatorta, senza che abbiano la dignità di esprimere un parere.

E tutto questo quando ci sono in giro manifesti della Lega Nord che dicono: ” BASTA CEMENTO! DIFENDIAMO LA TERRA DEI NOSTRI PADRI!”

Alla faccia della coerenza!

 

lega: basta cemento

 


Giornale di Brescia sul polo di logistica

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 08.04.2009 - 18:06

Giornale di Brescia di Mercoledì 08 aprile pag 22 bassa bresciana

Chiari Via libera al Polo logistico
di Barbara Bertocchi

Il Consiglio comunale (minoranza contraria) ha approvato l’operazione

CHIARI – Il Consiglio comunale ha detto sì al Piano strategico di area vasta «Ovest Bresciano-Valle dell’Oglio» e all’accordo di programma con quattro Comuni confinanti e la Provincia per la costruzione di un Polo della logistica e del produrre tra la Sp18 e la Sp 72. Undici dei 17 consiglieri presenti hanno votato a favore dei due documenti.
Castelcovati, Chiari, Roccafranca, Rudiano e Urago d’Oglio sono i Comuni interessati al Piano strategico in questione, che individua un percorso di sviluppo condiviso per quest’area sovraccomunale alla luce delle sue peculiarità e delle prevedibili conseguenze di grandi infrastrutture come la Brebemi. «Attraverso questo Piano, volto a dare un’identità precisa al nostro territorio – ha commentato il sindaco Sandro Mazzatorta – stiamo trasmettendo un forte segnale di innovazione». In particolare, per Chiari il Piano divide la città in tre zone: «Quella al di sotto della linea ferroviaria – ha spiegato il tecnico estensore del Piano, arch. Massimo Casolari -, che rappresenta la città realmente percepita, è da riqualificare; quella che si trova a nord della stessa è da completare; quella individuabile a sud del futuro casello della Brebemi è da inventare». In quest’ultima zona il Piano, sostenuto su questo punto dalla bozza di accordo di programma che i Comuni interessati e la Provincia stanno valutando, prevede l’insediamento di un Polo della logistica e del produrre da 350mila mq destinato ad ospitare la piattaforma logistica Sma (164mila mq).
Il Piano è stato accolto in aula con apprezzamenti tecnici e critiche politiche. Fabio Goffi (Pd): «Si tratta di una bella cornice alla devastazione del territorio. L’identità di un luogo non va inventata. Bisogna investire sulla sua cultura». Federico Lorini (Pd): «Mi sento preso in giro da questo modo di operare. Prima è nata l’idea del Polo logistico Sma e poi è stato confezionato il Piano». Dal fronte della maggioranza, Massimo Vizzardi (Udc): «Il Polo avrà un senso solo dopo l’apertura del casello della Brebemi». Paolo Cenini (Chiari Futura): «Non vedo vantaggi per Chiari, ma solo per gli altri Comuni». In fase di voto Vizzardi e Cenini sono usciti dall’aula.
Ecco la replica del sindaco: «Il Polo logistico darà lavoro ad almeno 240 persone. Non è vero che Chiari non ha investito sulla sua identità culturale. Ne sono una dimostrazione gli scavi di piazza Zanardelli».
Dal piano strategico alla Brebemi. I consiglieri hanno approvato il parere della Giunta sul progetto definitivo della Direttissima. Promossa all’unanimità la proposta di Massimo Salvoni, Roberto Campodonico, Davide Piantoni e Gianpietro Volpi (Lega Nord) per imporre, attraverso un accordo tra Comune e fondazioni ex Ipab, un diritto di prelazione – negli eventuali bandi per la vendita di aree agricole – a vantaggio dei proprietari di aziende agricole che verranno espropriati. Bocciata invece la proposta di inserire nel parere la richiesta di eliminare dal progetto definitivo le due aree di servizio avanzata dalla minoranza («Tali aree siano acquisite attraverso trattativa privata»).


Bresciaoggi del 08 aprile su Polo logistico

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 08.04.2009 - 17:49

Bresciaoggi di Mercoledì 08 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 30

CHIARI. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto portato avanti dalla Giunta Mazzatorta

«Via libera» al Piano per il polo Sma-Auchan

di Massimiliano Magli

La minoranza: «Si favorisce la speculazione non la gente» Il numero degli addetti non supererà i 140 occupati

Un fiume di polemiche non è riuscito ad arrestare la volontà della Giunta di Chiari di portare sul proprio territorio il nuovo polo logistico «Sma Auchan». Il Consiglio comunale, lunedì scorso, ha infatti approvato a maggioranza il «Piano di area vasta», che dovrebbe consentire di portare sulla provinciale 18 il nuovo insediamento logistico e un ulteriore Suap (Sportello unico delle attività produttive) per un totale di 360 mila metri quadrati.
DURISSIMO l’attacco all’Amministrazione comunale da parte dell’opposizione, che non ha risparmiato critiche nemmeno all’architetto Filippo Casolari, dello studio Agorà di Reggio Emilia, che ha preparato il Piano, su richiesta del Municipio di Chiari.
Due sono gli aspetti su cui si è concentrata la polemica delle minoranze.
«L’Amministrazione comunale – spiega il consigliere dipietrista Ermanno Pederzoli – si è inventato questo «bel vestito» chiamato Piano di area vasta soltanto dopo che è stato trovato con le mani nella marmellata, perseguendo interessi di pura speculazione edilizia e non quelli della comunità».
Il secondo aspetto è stato denunciato dal consigliere Ds Federico Lorini, che si è detto «attonito che un professionista come Casolari possa parlare di un polo logistico come mezzo ottimale per il rilancio della qualità della vita e del turismo nelle comunità circostanti. Se crede in una simile affermazione, abbia il coraggio di andare a dirlo alle sue di comunità, a partire da Reggio Emilia e Urbino».
«Fino a pochi giorni fa – ha aggiunto Pederzoli – alla finestra della Lega di Chiari era appeso un lenzuolo con scritto «basta cemento, difendiamo la terra dei nostri padri». Stranamente proprio in occasione di questo Consiglio quelle scritte sono scomparse».
LE CRITICHEin realtà non sono mancate anche in seno alla maggioranza, con il consigliere Paolo Cenini che ha sottolineato «l’assurdo consumo di 360 mila metri quadrati di territorio, con benefici da dividere con gli altri quattro Comuni e ricadute ambientali pesanti». Grottesca infine è apparsa la «querelle» sulla consegna dell’elaborato di Casolari ai consiglieri: il consigliere di maggioranza Giovanni Massafra ha lamentato «la consegna direttamente in Consiglio comunale, forse inevitabile per i tempi di redazione del lavoro».
In realtà, tuttavia, da circa un mese il Comune di Rudiano, ad esempio, disponeva già del lavoro dello studio. Fabio Goffi (Ds): «Il Comune parla per la campagna a sud di una «città da inventare»: un’espressione da brividi, se si considera che pretende di cancellare una cultura millenaria come quella agricola, rifondandone, con chissà quali pretese capacità, una nuova in pochi mesi».
Il sindaco Sandro Mazzatorta si è detto «orgoglioso di aver sostenuto l’arrivo del polo logistico e di averlo strappato alla pressoché inesistente resistenza del Comune di Roccafranca», presso il quale era localizzato.
Resta confermato che il numero di addetti che il polo logistico sarà in grado di coinvolgere non dovrebbe essere oltre i 50 per ogni turno di lavoro, comunque non superiore a 140 occupati in totale.


Bresciaoggi del 02/04: nuovo strappo per la Lega

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 03.04.2009 - 21:00

Bresciaoggi di Giovedì 02 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 20

chiari. Ex segretario, impegnato nel mondo dell’associazionismo

Lega senza pace: se ne va Inverardi

di Massimiliano Magli

Fine mandato traballante per la Lega Nord di chiari. Dopo gli smacchi subiti in Consiglio comunale ad opera dell’Udc e, nell’ultima seduta anche da chiari Futura (che ha votato contro il cantieramento del Polo della cultura), dopo l’alzata di scudi all’interno della stessa Lega per il progetto di area vasta, arriva un gesto che potrebbe nascondere risvolti clamorosi per il futuro della sezione che ora appare piuttosto divisa e con diversi militanti delusi.
Al sindaco Sandro Mazzatorta si rifanno le dimissioni formalizzate nei giorni scorsi al protocollo comunale da Vittorio Inverardi, leghista storico di chiari, noto per il suo impegno nel campo dell’associazionismo e del volontariato. Si è dimesso dall’incarico affidatogli da Mazzatorta di presidente della Fondazione Saturno-Corradini, impegnata nel sostenere gli studenti di discipline economico-scientifiche e ora in una fase interlocutoria dopo la liquidazione del suo patrimonio.
Ha inoltre lasciato gli incarichi scritti o verbali di cui il sindaco lo aveva investito. A farlo è uno dei pilastri della Lega clarense, di cui, non a caso, dal 2005 al 2007, è stato segretario, oltre che commissario per un anno.
Ex ferroviere, Inverardi lascia il coordinamento tra Comune e Ferrovie per lo scalo clarense e i rapporti per conto del sindaco con le associazioni locali. Ha inoltre chiuso con le ronde civiche attivate pochi mesi fa.
«Sono rimasto deluso – ha detto – da cose accadute nel partito, a cui rimango iscritto perché spero possa tornare alla trasparenza di una volta. Ho dato la mia disponibilità a lasciare la sezione in punta di piedi, ma, siccome altri se ne sarebbero andati con me, sono rimasto. Il sindaco ha ignorato troppo i cittadini, parlando poco con loro. Si è chiuso con pochi uomini di fiducia, trascurando la base e chi ha lavorato per il suo successo».


L’Abania è in Europa

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 01.04.2009 - 19:22

Uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione leghista di Chiari, che sicuramente ha molto contribuito all’elezione del Sindaco e poi del Senatore Mazzatorta, è stato l’impegno a contrastare il fenomeno dell’immigrazione. Non essendoci riuscito con provvedimenti concreti, tanto è vero che negli anni dal 2004 al 2008 gli stranieri ufficialmente presenti a Chiari sono passati da 1696 a 2738, ha fatto ricorso a giochi di prestigio ai quali ci ha abituato in questi anni. Cosi, come per la Sma si è inventato l’area vasta come alibi per l’insediamento del polo della logistica a Chiari, per gli stranieri si è inventato la distinzione tra comunitari ed extracomunitari, quasi che i 763 rumeni presenti a Chiari, nel diventare comunitari, fossero diventati improvvisamente buoni! Di colpo così gli extracomunitari sono scesi a 1975.
Non contento il senatore Mazzatorta, la cui fantasia fervida è universalmente riconosciuta, ha proposto al Presidente del Consiglio, il quale ne ha parlato in sede di G20 agli altri capi di stato, l’emanazione di un decreto che risolvesse in maniera quasi definitiva il problema degli extracomunitari. Proprio oggi è comparso sulla Gazzetta Ufficiale Comunitaria il decreto di entrata dell’Albania in Europa. Da oggi 1′ aprile 2009 gli extracomunitari a Chiari sono scesi di oltre 1.000 unità!
Mazzatorta intervistato nel corso di una trasmissione televisiva ha promesso di non fermarsi qui. Forte del ragionamento ineccepibile che anche per la Turchia, che come tutti sanno non è in Europa, è in corso la procedura per diventare europea, ll Senatore ha annunciato che entro il 1′ aprile 2010 sarà pronto il decreto per far entrare in Europa Egitto, Libia,Tunisia, Algeria e Marocco che, come tutti sanno, è nord Africa ma che si affaccia sul Mediterraneo.
Per il 1′ di aprile 2011, invece, ma la cosa appare più complicata, il Senatore si è ripromesso di portare in Europa anche Pakistan, India e Cina.

A questo punto il problema dell’immigrazione sarà completamente risolto!! Quando si dice genialità!


Brescioggi del 27 marzo: il polo strappa la maggioranza

Posted by Italia dei Valori in Lupatini sindaco, ra... | 27.03.2009 - 19:02

Bresciaoggi di venerdì 27 marzo 2009 provincia pag. 23

CHIARI. Il leghista Salvoni critica l’operazione

Il polo industriale apre uno strappo in maggioranza

di Masimiliano Magli

«Le mucche non si possono sistemare in un albergo. Chiari non può sacrificare le due più importanti aziende zootecniche sull’altare di un polo logistico che apre la strada alla creazione di una zona industriale per cinque Comuni».
Il consigliere comunale leghista Massimo Salvoni boccia il progetto di «area vasta» lanciato dalla sua maggioranza sull’onda del polo logistico promosso dalla Sma. L’operazione è da tempo sotto il fuoco di fila delle polemiche ma mai l’iniziativa era stata messa in discussione dall’interno dell’esecutivo. «Non metto in discussione l’iniziativa della Sma – precisa Salvoni – ma mi preoccupa che la rete di progetti indirettamente collegati possa cancellare 36 ettari di campagna». La presa di posizione di Salvoni ha gelato l’ultima seduta della commissione urbanistica. «Lo strumento dell’area vasta toglie ogni alternativa alle aziende zootecniche
costrette a trasferirsi per lasciare spazio all’autostrada Brebemi». Il riferimento è, tra l’altro, alla cascina Ciliegia della famiglia Foschetti (la terza per mucche da latte della nostra provincia) e all’azienda agricola Baresi di via Tagliata, che verranno cancellate dall’autostrada. «Chiari – rimarca Salvoni – dovrà sobbarcarsi l’espansione industriale di cinque Comuni. Questi non erano gli accordi». Ma gli stessi allevatori sono i primi a chiedersi quanto valgano le promesse della Giunta che aveva garantito il trasferimento in altre zone rurali di Chiari per quelle aziende cancellate dalla Brebemi, compresa la cascina Festa di via San Genesio.
«Noi di qui non ci muoviamo – dice la moglie del titolare della cascina Foschetti – finché non ci daranno una nuova cascina e la terra che ci verranno tolte. A volte piango pensando a come le istituzioni stanno maltrattando l’agricoltura. Spero che la giustizia faccia luce su ciò che sta accadendo a Chiari. Don Gabriele Scalmana ricordava che la terra appartiene a tutti e in primo luogo a chi verrà dopo di noi: sindaco e amministratori se lo sono dimenticati».

Fa piacere che un consigliere comunale della Lega, anche molto legato alla campagna, prenda le distanze in modo pubblico da un modo di gestire il territorio poco rispettoso delle attività agricole e dell’ambiente. Evidentemente il comitato d’affari imperante a Chiari comincia a stufare anche i leghisti.


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