Bresciaoggi del 17 aprile sul polo logistico

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 26.04.2009 - 17:46

Bresciaoggi di Venerdì 17 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 27CHIARI. La decisione in Comune

Il polo logistico accelera: deciso il «no» alla Vas

A vuoto le osservazioni presentate dall’opposizione

di Massimiliano Magli

Per il polo logistico Sma Auchan non ci sarà bisogno di una Valutazione ambientale strategica: è quanto deciso ieri mattina in Comune a Chiari, dove si riuniva l’assemblea per la verifica di esclusione della Vas. All’incontro hanno partecipato Comune, Logimea (la società che realizzerà il polo), Arpa, Asl e Provincia. Inutile dire che le minoranze non hanno apprezzato la decisione, tant’è che avevano presentato proprio ieri mattina una serie di osservazioni a sostegno della Vas. «Peccato – ha spiegato il consigliere comunale del Pd Federico Lorini – che già in mattinata l’assemblea era convocata, quando invece avrebbero dovuto aspettare alcune ore, poiché oggi (ieri,ndr) era l’ultimo giorno utile per presentare osservazioni». Tutto si è comunque risolto con l’attesa del mezzogiorno (termine ultimo) e la discussione delle osservazioni presentate da Lorini con il consigliere Idv Ermanno Pederzoli e il consigliere di Proposta per castelcovati Paolo Olivini. «Anzitutto – ha spiegato Lorini – i 36 ettari di espansione potenziali del comparto sono di fatto 40 poiché l’area è stata tagliata producendo un mare di reliquati per evitare i quali sarà necessario aumentare la superficie coperta. Per questo motivo, più che di una Vas sarebbe il caso di passare tutto in Regione per una Valutazione integrata ambientale. Questo anche perché il polo è stato studiato come fulcro di un Progetto di area vasta comune a cinque Comuni, per cui poco conta che si superino o meno i 40 ettari». Di tutt’altro avviso il sindaco Sandro Mazzatorta che ha fatto notare come «manchino le condizioni che rendono necessarie una Valutazione ambientale, proprio perché il polo è inserito nel nuovo Pgt per il quale è la Vas è già stata effettuata». Intanto la comunità di castelcovati con 500 firme ha in larga parte bocciato l’iniziativa del gruppo franco-italiano. Tali firme saranno portate dai consiglieri di opposizione di Chiari e castelcovati all’incontro con la Provincia (commissioni territorio e lavori pubblici) previsto per martedì.


Giornale di Brescia: l’Udc sostiene Lupatini

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 26.04.2009 - 17:46

Giornale di Brescia di mercoledi 22 aprile pag. 18 bassa bresciana

Chiari Grandi manovre e l’Udc sceglie Lupatini In mattinata l’annuncio della candidatura di Mercandelli per la civica «Chiari c’è». Poi il cambio di rotta

di Barbara Bertocchi 

CHIARI – Inizia in questi giorni a complicarsi lo scenario politico preelettorale nella città di Chiari.
Annunciata alla stampa nella mattinata di ieri, la candidatura di Pietro Mercandelli a sindaco della città per la lista civica di giovani «Chiari c’è» è stata smentita dal portavoce della lista stessa, Filippo Boraschi, solo poche ore più tardi. Alle 10 di ieri Mercandelli, 64 anni, bancario in pensione, già presidente dell’associazione nazionale Anmil, ci aveva detto: «Su insistenza della cittadinanza e mosso da un forte senso di responsabilità nei confronti della mia città, ho deciso di accettare la sfida e di scendere in campo come esponente di un gruppo di giovani che si distingue per il suo nuovo modo di fare politica e di affrontare le questioni».
Poco dopo le 20 il cambio di rotta. «Dopo l’incontro pubblico del 16 aprile – ha affermato il portavoce Boraschi – abbiamo individuato in Mercandelli la persona adatta ad essere il candidato della nostra lista. Questa proposta ha però scatenato nel gruppo da un lato grandi entusiasmi e dall’altro pesanti critiche. Per rispetto della sua persona e della sua storia abbiamo quindi deciso di ritirare la sua candidatura».
Passando invece a Lupatini, il primo appoggio alla sua lista viene in questi giorni da un partito che compone l’attuale maggioranza. «Il nostro direttivo – ha annunciato il segretario politico della sezione Udc di Chiari, Massimo Vizzardi – ha deliberato all’unanimità di riconoscere nella candidatura a sindaco di Lupatini l’autorevolezza, la competenza, l’integrità morale e la presenza costante necessarie per ricoprire un così importante incarico». Questo gesto segna ufficialmente la rottura, esistente già da tempo, tra l’Amministrazione di Sandro Mazzatorta e l’Udc di Vizzardi. «Dal senatore ci distingue una diversa visione delle modalità con le quali amministrare e del futuro della città. Non possiamo appoggiare chi vuole costruire i poli scolastici nei pressi di impianti altamente inquinanti, senza alcun rispetto né della salute dei nostri ragazzi ed insegnanti, né degli accordi politici stipulati nel giugno 2007. Per noi sarebbe impossibile anche lavorare con l’attuale classe dirigente del Pdl alla luce della totale ed assoluta inaffidabilità della stessa, schiacciata sulle posizioni estreme della Lega Nord, fino a tradire le posizioni prese nel recente passato».


Giornale di Brescia 11 aprile: Lupatini candidato

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 14.04.2009 - 19:38

Giornale di Brescia di sabato 11 aprile pag. 23 bassa bresciana

Chiari Una civica candida Alessandro Lupatini

Direttore del Cfp Zanardelli, partecipa alla vita politica dal 1981. Nel suo programma la tutela del territorio

di Barbara Bertocchi

Alessandro Lupatini, candidato di «Chiari Insieme»CHIARI«Garantirò la mia costante presenza in Municipio, favorirò la partecipazione dei cittadini e assicurerò la massima trasparenza amministrativa». Sono queste le prime promesse che Alessandro Lupatini si sente di fare alla cittadinanza in occasione dell’annuncio ufficiale della sua candidatura a sindaco della Città per la lista civica «Chiari Insieme». Nato a Chiari, sposato e padre di due ragazze, Lupatini, 58 anni, direttore del Cfp Zanardelli di Chiari, vanta una lunga carriera politica avviata dal 1981: è stato assessore ai Servizi generali ai tempi dell’Amministrazione Zanini, vicesindaco della Giunta Cenini tra il 1990 e il 1995 e consigliere d’opposizione durante l’amministrazione Facchetti. Frutto di una «sofferta decisione», sottolinea, è la sua attuale candidatura: «Facevo parte di un movimento che era alla ricerca di un candidato sindaco. Inaspettatamente la scelta è caduta su di me.
Dopo aver trascorso un lungo periodo caratterizzato da analisi, ragionamenti e ripensamenti ho accettato». Lupatini scende in campo, come nel 1995, con la civica «Chiari Insieme», la cuoi collocazione politica «spazia tra il centrodestra e il centrosinistra. Mi auguro che a «Chiari Insieme» nei prossimi giorni si possano aggiungere altre liste e componenti politiche». In caso di vittoria, due saranno le priorità di Lupatini: «Sarò a completa disposizione dei cittadini – ha promesso – al fine di assicurare la massima trasparenza amministrativa. Mi impegnerò al fine di frenare la devastazione della campagna, già seriamente compromessa dalla prevista realizzazione di opere come il Polo logistico e la strada verso il Santellone. E di limitare ove possibile gli interventi nel centro edificato, oggi caratterizzati più da frenesia che da razionale programmazione».


Bresciaoggi del 11 aprile: Lupatini candidato

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 14.04.2009 - 19:30

Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 31

VERSO LE ELEZIONI. Già assessore, si candida nella lista «Chiari Insieme» in attesa di ampliare l’alleanza

lupatini «in campo per una città più aperta»

di Massimiliano Magli

Lupatini Alessandro

Lupatini Alessandro

«I cittadini devono poter contare sulle istituzioni. Nel mio programma spazio ad ambiente e sicurezza», al suo primo incarico da assessore ai servizi generali, riuscì a «regalare» ai clarensi Villa Mazzotti e il suo parco. E sempre in quell’anno, Alessandro lupatini avviò la creazione del primo Piano di insediamenti produttivi della città, a dispetto di una Giunta di transizione durata pochi mesi.
Il suo impegno da assessore proseguì fino al 1994, accresciuto dall’incarico di vice sindaco. Quindi con la lista «Chiari Insieme» ha formalizzato l’opposizione alla nuova Amministrazione guidata da Mino Facchetti, dal 1995 al 2004.
Ieri, dunque, la sua candidatura a sindaco della città sotto il vessillo della stessa lista «Chiari Insieme», in attesa che almeno altre cinque liste convoglino su di lui i loro favori, poiché è questo che sta accadendo a Chiari: un perfetto bipolarismo carico di enormi differenze ideologiche, anche se lupatini, ex democristiano, precisa che «la mia candidatura è trasversale, poiché non nasco certamente nella sinistra né tantomeno intendevo fare miei i principi sottesi alla Lega o a Forza Italia, ancora meno per il modo con cui questi due partiti hanno governato».
ENTRO UNA SETTIMANA sarà chiara l’entità dell’appoggio a lupatini che non ha mancato di esprimere amarezza e delusione «per come questo sindaco si sia chiuso ai cittadini e alla città. Il municipio da casa pubblica si è trasformato in una torre d’avorio, con ticket d’accesso e relative blindature, come se i cittadini, improvvisamente, fossero diventati scocciatori».
A questo proposito ha garantito la sua presenza costante in Comune e la riapertura dello stesso a tutti i cittadini «senza farraginosi giochi di prenotazioni e con una trasparenza amministrativa che oggi è inesistente. Io ci sarò ogni giorno – ha aggiunto – a differenza da quanto sta facendo il sindaco Sandro Mazzatorta che, evidentemente, ha preferito tenere il piede in due scarpe, tra Senato e Comune».
Tra le priorità da affrontare secondo lupatini rientra la difesa dell’ambiente e della campagna: «Sarà mio preciso impegno imporre una rigorosa frenata alla devastazione della nostra agricoltura, limitando, ove possibile, anche gli interventi nel centro edificato caratterizzati oggi più da un’evidente frenesia che da una razionale programmazione» Non sono mancati i riferimenti a progetti «devastanti» come il Polo Logistico o il Polo «tutt’altro che» culturale e all’impatto di Brebemi.
lupatini ha precisato che la sua candidatura arriva «dopo continue riflessioni e ripensamenti, ma ora il dado è tratto e mi conforta sapere che molte componenti della società civile hanno espresso il mio nome, con convinzione».
E infine una precisazione: «Il nome della mia lista – conclude lupatini – fa riferimento a un progetto trasversale che, spontaneamente, opera e mi sollecita ad attivarmi per apportare un radicale cambiamento dell’attuale modo di gestire la città, e in tal senso non intendo deluderlo. Ma è chiaro che se dovesse affievolirsi e venir meno questo convinto appoggio non esiterei a riconsiderare la mai posizione».


Giornale di Brescia del 9 aprile sul pgt

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 09.04.2009 - 18:38

Chiari Falsa partenza sul Pgt
Il documento di pianificazione urbanistica adottato in Consiglio comunale con il voto della sola maggioranza. Poi gli stessi consiglieri hanno deciso di annullare la delibera 

di Barbara Bertocchi

CHIARI – Falsa partenza per il Pgt di Chiari. Il nuovo documento di pianificazione urbanistica è stato adottato senza essere oggetto di discussione. E la votazione è stata subito dopo annullata dalle stesse persone che l’avevano fatta. È accaduto nel giro di un’ora e mezza nell’agitato e confuso Consiglio comunale di martedì sera.
Nella speranza che senza la loro presenza non si riuscisse a raggiungere il numero legale per dare il via all’importante seduta, i consiglieri di minoranza, una volta in aula, si sono accomodati tra le fila del pubblico. Il presidente del consiglio comunale, Luca Seneci, ha quindi iniziato il conteggio senza di loro.
Maggioranza al voto, opposizione in platea
Nove i consiglieri presenti più il sindaco. «La seduta è aperta», ha annunciato Seneci. Immediata è stata a questo punto la reazione della minoranza: «Non avete il numero legale – ha evidenziato Maurizio Libretti (Pd) -. Il sindaco non deve essere preso in considerazione nel conteggio. Su un totale di venti consiglieri perché una seduta possa iniziare è necessario che ne siano presenti almeno dieci». In pochi secondi si è così scatenata una burrascosa querelle che ha portato il presidente del Consiglio comunale ad avviare in fretta la votazione. I consiglieri di maggioranza (ai nove citati prima e al sindaco nel frattempo se ne è aggiunto un altro arrivato in ritardo) hanno quindi votato il piano. E Seneci ha congedato i presenti. Un clima di forte tensione si è diffuso in sala nei minuti successivi. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno abbandonato le rispettive poltrone. Vano è stato il primo tentativo del sindaco Sandro Mazzatorta di ristabilire l’ordine chiedendo a tutti, maggioranza e minoranza, di riaccomodarsi per trovare una soluzione.
Prima votazione: dietro-front
Trascorsa circa un’ora fatta di discussioni, controlli del regolamento e attese, il clima si è fatto più disteso. La minoranza non è più rientrata in aula. Ma la maggioranza ha votato all’unanimità al fine di annullare la prima azzardata votazione. La seduta è stata quindi rinviata. Ricordiamo che i tempi stringono: alla luce dell’imminente chiamata alle urne, i giorni che l’Amministrazione comunale in carica ha a disposizione per adottare il piano sono pochi. Ecco la reazione a caldo del primo cittadino: «C’è stato un errore iniziale di impostazione della discussione dovuto ad un clima un po’ troppo surriscaldato. Ora è importante che il piano venga da tutti approfonditamente discusso».
Delusi e arrabbiati i consiglieri di minoranza. Maurizio Libretti (Pd): «Entrambe le votazioni sono illegittime. La prima perché la seduta non era valida dal momento che non c’era il numero legale in fase di conteggio. La seconda perché non è possibile revocare una delibera nello stesso giorno in cui è stata adottata. Sono state quindi fatte due forzature. E al momento non è ancora chiaro a nessuno cosa abbiano votato. Questa situazione va immediatamente sanata. Il Consiglio comunale va anzitutto convocato per revocare la prima delibera». Federico Lorini (Pd): «Quanto è successo l’altra sera porta alla luce il malessere della maggioranza sul tema. Sarà perché nel Pgt è stato inserito il Polo scolastico. Sarà perché i documenti che lo compongono non sono stati sufficientemente discussi in commissione. Abbiamo l’impressione che ci sia stato un tentativo di mettere a tacere eventuali diversità di posizione nella maggioranza». I due puntano quindi il dito contro Seneci: «Non ha tutelato le opposizioni ma nemmeno la maggioranza. Dovrebbe dimettersi», ha detto Libretti. Su questo punto anche Massimo Vizzardi (consigliere Udc), che non era presente in aula, sembra essere d’accordo: «Il presidente deve dimettersi. Sono state maltrattate le prerogative dell’assemblea». Questa la reazione di Seneci: «Mi dispiace per quello che è successo. Il Pgt è un documento troppo importante. È giusto che venga rimesso in discussione». E circa le sue dimissioni: «Non le presenterò – ha detto -. Mi affido comunque alla volontà del Consiglio comunale».


Bresciaoggi del 09 aprile sull’approvazione del Pgt

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 09.04.2009 - 18:03

Bresciaoggi di Giovedì 09 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 26

CHIARI. Al Consiglio comunale manca il numero legale

Approvato il Pgt ma il voto è nullo
La minoranza accusa il presidente Seneci: «Comportamento irriguardoso verso l’aula»

di Massimiliano Magli

Un Consiglio comunale cruciale per la vita amministrativa del Comune di Chiari, quello di martedì scorso, si è trasformato in un assolo all’insegna di Mozart e Verdi, con tanto di «Requiem» per il Prg. Le musiche da requiem hanno fatto da sfondo, sia a Radio Claronda che sul sito internet comunale, alla rocambolesca seduta, in gran parte muta per le ripetute sospensioni, svoltasi in salone Marchetti dov’era in approvazione il Piano di Governo del Territorio.
ALL’APPELLO iniziale del presidente del Consiglio Luca Seneci mancava il numero legale, poiché in aula erano presenti nove consiglieri più il sindaco, ma non dieci come richiesto dal regolamento. Ma il presidente ritiene che il numero c’è e si deve votare. A quel punto interviene al microfono il consigliere di minoranza Maurizio Libretti, che sottolinea la mancanza del numero. Seneci lo invita a qualificarsi: «Lei è presente o no?». «No – dice Libretti – ma intendo denunciare che si sta votando senza diritto». Quindi si allontana dall’aula.
Seneci ha proseguito l’iter di approvazione del Pgt e ha concluso con un «buonasera» il suo intervento. Erano da poco trascorse le 21.
IN SALA erano presenti al momento dell’appello nove consiglieri comunali più il sindaco Sandro Mazzatorta, dopo che la minoranza non si era presentata in aula, anche a fronte del ritardato inizio del Consiglio, previsto alle 20 e iniziato verso le 20.30. I consiglieri assenti al momento di aprire la seduta, oltre ai sei dell’opposizione, erano Massimo Vizzardi (Udc), Paolo Cenini (Chiari Futura), Giovanni Massafra e Rosanna Cattaneo (Forza Italia) e Massimo Salvoni (Lega Nord). Subito dopo l’approvazione tuttavia il sindaco Sandro Mazzatorta ha preferito dichiarare non approvato il Pgt e ha chiesto alle minoranze di tranquillizzarsi e rientrare ma queste hanno ricordato che «Seneci ha chiuso l’assemblea con tanto di saluto». È seguita una votazione del Consiglio (cui nel frattempo si era aggiunto Massafra) che ha annullato la precedente delibera e rinviato a una conferenza dei capigruppo (svoltasi ieri sera) la convocazione di un nuovo Consiglio. Vizzardi, giunto in ritardo alla convocazione, ha commentato così: «Dopo aver visto l’accaduto ho preferito non entrare. Il mandato è ormai concluso, ma Seneci dovrebbe dimettersi, avendo dimostrato in modo chiaro la sua incapacità a gestire il Consiglio e la voluta disattenzione alle prerogative del ruolo».
PER I CONSIGLIERI Maurizio Libretti e Federico Lorini (Pd) e Ermanno Pederzoli (Idv): «Seneci ha avuto un comportamento irriguardoso. Con l’obiettivo di umiliare i consiglieri di minoranza, ha finito con l’offendere pesantemente anche i consiglieri di maggioranza, trattati alla stregua di meri esecutori che a comando alzano e abbassano le mani per approvare o respingere».
Al di là di torti o ragioni, è una pagina da dimenticare.


Giornale di Brescia sul polo di logistica

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 08.04.2009 - 18:06

Giornale di Brescia di Mercoledì 08 aprile pag 22 bassa bresciana

Chiari Via libera al Polo logistico
di Barbara Bertocchi

Il Consiglio comunale (minoranza contraria) ha approvato l’operazione

CHIARI – Il Consiglio comunale ha detto sì al Piano strategico di area vasta «Ovest Bresciano-Valle dell’Oglio» e all’accordo di programma con quattro Comuni confinanti e la Provincia per la costruzione di un Polo della logistica e del produrre tra la Sp18 e la Sp 72. Undici dei 17 consiglieri presenti hanno votato a favore dei due documenti.
Castelcovati, Chiari, Roccafranca, Rudiano e Urago d’Oglio sono i Comuni interessati al Piano strategico in questione, che individua un percorso di sviluppo condiviso per quest’area sovraccomunale alla luce delle sue peculiarità e delle prevedibili conseguenze di grandi infrastrutture come la Brebemi. «Attraverso questo Piano, volto a dare un’identità precisa al nostro territorio – ha commentato il sindaco Sandro Mazzatorta – stiamo trasmettendo un forte segnale di innovazione». In particolare, per Chiari il Piano divide la città in tre zone: «Quella al di sotto della linea ferroviaria – ha spiegato il tecnico estensore del Piano, arch. Massimo Casolari -, che rappresenta la città realmente percepita, è da riqualificare; quella che si trova a nord della stessa è da completare; quella individuabile a sud del futuro casello della Brebemi è da inventare». In quest’ultima zona il Piano, sostenuto su questo punto dalla bozza di accordo di programma che i Comuni interessati e la Provincia stanno valutando, prevede l’insediamento di un Polo della logistica e del produrre da 350mila mq destinato ad ospitare la piattaforma logistica Sma (164mila mq).
Il Piano è stato accolto in aula con apprezzamenti tecnici e critiche politiche. Fabio Goffi (Pd): «Si tratta di una bella cornice alla devastazione del territorio. L’identità di un luogo non va inventata. Bisogna investire sulla sua cultura». Federico Lorini (Pd): «Mi sento preso in giro da questo modo di operare. Prima è nata l’idea del Polo logistico Sma e poi è stato confezionato il Piano». Dal fronte della maggioranza, Massimo Vizzardi (Udc): «Il Polo avrà un senso solo dopo l’apertura del casello della Brebemi». Paolo Cenini (Chiari Futura): «Non vedo vantaggi per Chiari, ma solo per gli altri Comuni». In fase di voto Vizzardi e Cenini sono usciti dall’aula.
Ecco la replica del sindaco: «Il Polo logistico darà lavoro ad almeno 240 persone. Non è vero che Chiari non ha investito sulla sua identità culturale. Ne sono una dimostrazione gli scavi di piazza Zanardelli».
Dal piano strategico alla Brebemi. I consiglieri hanno approvato il parere della Giunta sul progetto definitivo della Direttissima. Promossa all’unanimità la proposta di Massimo Salvoni, Roberto Campodonico, Davide Piantoni e Gianpietro Volpi (Lega Nord) per imporre, attraverso un accordo tra Comune e fondazioni ex Ipab, un diritto di prelazione – negli eventuali bandi per la vendita di aree agricole – a vantaggio dei proprietari di aziende agricole che verranno espropriati. Bocciata invece la proposta di inserire nel parere la richiesta di eliminare dal progetto definitivo le due aree di servizio avanzata dalla minoranza («Tali aree siano acquisite attraverso trattativa privata»).


Bresciaoggi del 08 aprile su Polo logistico

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 08.04.2009 - 17:49

Bresciaoggi di Mercoledì 08 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 30

CHIARI. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto portato avanti dalla Giunta Mazzatorta

«Via libera» al Piano per il polo Sma-Auchan

di Massimiliano Magli

La minoranza: «Si favorisce la speculazione non la gente» Il numero degli addetti non supererà i 140 occupati

Un fiume di polemiche non è riuscito ad arrestare la volontà della Giunta di Chiari di portare sul proprio territorio il nuovo polo logistico «Sma Auchan». Il Consiglio comunale, lunedì scorso, ha infatti approvato a maggioranza il «Piano di area vasta», che dovrebbe consentire di portare sulla provinciale 18 il nuovo insediamento logistico e un ulteriore Suap (Sportello unico delle attività produttive) per un totale di 360 mila metri quadrati.
DURISSIMO l’attacco all’Amministrazione comunale da parte dell’opposizione, che non ha risparmiato critiche nemmeno all’architetto Filippo Casolari, dello studio Agorà di Reggio Emilia, che ha preparato il Piano, su richiesta del Municipio di Chiari.
Due sono gli aspetti su cui si è concentrata la polemica delle minoranze.
«L’Amministrazione comunale – spiega il consigliere dipietrista Ermanno Pederzoli – si è inventato questo «bel vestito» chiamato Piano di area vasta soltanto dopo che è stato trovato con le mani nella marmellata, perseguendo interessi di pura speculazione edilizia e non quelli della comunità».
Il secondo aspetto è stato denunciato dal consigliere Ds Federico Lorini, che si è detto «attonito che un professionista come Casolari possa parlare di un polo logistico come mezzo ottimale per il rilancio della qualità della vita e del turismo nelle comunità circostanti. Se crede in una simile affermazione, abbia il coraggio di andare a dirlo alle sue di comunità, a partire da Reggio Emilia e Urbino».
«Fino a pochi giorni fa – ha aggiunto Pederzoli – alla finestra della Lega di Chiari era appeso un lenzuolo con scritto «basta cemento, difendiamo la terra dei nostri padri». Stranamente proprio in occasione di questo Consiglio quelle scritte sono scomparse».
LE CRITICHEin realtà non sono mancate anche in seno alla maggioranza, con il consigliere Paolo Cenini che ha sottolineato «l’assurdo consumo di 360 mila metri quadrati di territorio, con benefici da dividere con gli altri quattro Comuni e ricadute ambientali pesanti». Grottesca infine è apparsa la «querelle» sulla consegna dell’elaborato di Casolari ai consiglieri: il consigliere di maggioranza Giovanni Massafra ha lamentato «la consegna direttamente in Consiglio comunale, forse inevitabile per i tempi di redazione del lavoro».
In realtà, tuttavia, da circa un mese il Comune di Rudiano, ad esempio, disponeva già del lavoro dello studio. Fabio Goffi (Ds): «Il Comune parla per la campagna a sud di una «città da inventare»: un’espressione da brividi, se si considera che pretende di cancellare una cultura millenaria come quella agricola, rifondandone, con chissà quali pretese capacità, una nuova in pochi mesi».
Il sindaco Sandro Mazzatorta si è detto «orgoglioso di aver sostenuto l’arrivo del polo logistico e di averlo strappato alla pressoché inesistente resistenza del Comune di Roccafranca», presso il quale era localizzato.
Resta confermato che il numero di addetti che il polo logistico sarà in grado di coinvolgere non dovrebbe essere oltre i 50 per ogni turno di lavoro, comunque non superiore a 140 occupati in totale.


Bresciaoggi del 02/04: nuovo strappo per la Lega

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 03.04.2009 - 21:00

Bresciaoggi di Giovedì 02 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 20

chiari. Ex segretario, impegnato nel mondo dell’associazionismo

Lega senza pace: se ne va Inverardi

di Massimiliano Magli

Fine mandato traballante per la Lega Nord di chiari. Dopo gli smacchi subiti in Consiglio comunale ad opera dell’Udc e, nell’ultima seduta anche da chiari Futura (che ha votato contro il cantieramento del Polo della cultura), dopo l’alzata di scudi all’interno della stessa Lega per il progetto di area vasta, arriva un gesto che potrebbe nascondere risvolti clamorosi per il futuro della sezione che ora appare piuttosto divisa e con diversi militanti delusi.
Al sindaco Sandro Mazzatorta si rifanno le dimissioni formalizzate nei giorni scorsi al protocollo comunale da Vittorio Inverardi, leghista storico di chiari, noto per il suo impegno nel campo dell’associazionismo e del volontariato. Si è dimesso dall’incarico affidatogli da Mazzatorta di presidente della Fondazione Saturno-Corradini, impegnata nel sostenere gli studenti di discipline economico-scientifiche e ora in una fase interlocutoria dopo la liquidazione del suo patrimonio.
Ha inoltre lasciato gli incarichi scritti o verbali di cui il sindaco lo aveva investito. A farlo è uno dei pilastri della Lega clarense, di cui, non a caso, dal 2005 al 2007, è stato segretario, oltre che commissario per un anno.
Ex ferroviere, Inverardi lascia il coordinamento tra Comune e Ferrovie per lo scalo clarense e i rapporti per conto del sindaco con le associazioni locali. Ha inoltre chiuso con le ronde civiche attivate pochi mesi fa.
«Sono rimasto deluso – ha detto – da cose accadute nel partito, a cui rimango iscritto perché spero possa tornare alla trasparenza di una volta. Ho dato la mia disponibilità a lasciare la sezione in punta di piedi, ma, siccome altri se ne sarebbero andati con me, sono rimasto. Il sindaco ha ignorato troppo i cittadini, parlando poco con loro. Si è chiuso con pochi uomini di fiducia, trascurando la base e chi ha lavorato per il suo successo».


Giornale di Brescia del 26 marzo sull’immigrazione

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, rass... | 26.03.2009 - 23:17

Giornale di brescia di giovedi 26 marzo pag. 22 bassa bresciana

Chiari Il boom degli immigrati

In quattro anni sono passati dal 9,4 al 14,8% della popolazione. Goffi: «Il sindaco leghista ha fallito». Mazzatorta: «Aumentati soprattutto i romeni, cittadini comunitari»

di Barbara Bertocchi

CHIARI. A fine 2004 erano 1.696 (su una popolazione totale di 18.494 persone): quattro anni più tardi, nel dicembre 2008, sono diventati 2.738, a fronte dei 294 del gennaio 1998, dei 493 del luglio 2000 e dei 693 del gennaio 2002. Stiamo parlando degli stranieri residenti a Chiari, la cui incidenza sul totale è passata dal 9,4% del 2004 al 14,8% del 2008. L’immigrazione, dunque, qui è un fenomeno in forte sviluppo, sia pure in linea con altri Comuni della zona. Questa crescita è stata nei giorni scorsi fonte di polemica in Consiglio comunale, dove l’opposizione ha contestato al sindaco leghista il fallimento della sua politica in questo campo, visto che nel 2004 aveva promesso un contenimento dei flussi immigratori.
La crescita del fenomeno
Il sindaco Sandro Mazzatorta fa una distinzione tra comunitari ed extracomunitari prima di esprimere un parere: «Il 31 dicembre 2008 i comunitari hanno toccato quota 800. Se consideriamo che fra loro 763 sono romeni e che a fine 2006 erano soltanto 25 è chiaro che questo dato è legato all’ingresso della Romania nell’Unione Europea. Passando invece agli extracomunitari, nel 2008 ne sono stati contati 1.938, quindi 132 in più rispetto all’anno precedente e 160 in meno del 2006. Tra il 2006 e il 2007 sono infatti diminuiti del 13.92%». Partendo da questa distinzione il sindaco commenta l’incremento dei comunitari: «Anche dinnanzi ad una nostra attenta richiesta di documenti, come il contratto di lavoro in originale, ad averli attratti potrebbe essere stata la quantità di servizi e alloggi che la città offre». Gli extracomunitari (la cui incidenza a fine 2008 era del 70,78% sul totale degli stranieri e del 10,48% sul totale della popolazione) sono in gran parte albanesi (1.073 a fine 2008). «Il fenomeno – dice il sindaco – è contenuto entro certi limiti. Questo grazie anche alle rigorose misure che abbiamo messo in campo. Dai controlli sulla dimora abituale a cura della Polizia locale alla chiusura di sei phone center e dello sportello stranieri».
Le critiche dell’opposizione
Sulla questione interviene Fabio Goffi, segretario del Partito democratico: «I dati confermano il fallimento dell’Amministrazione Mazzatorta sul tema. Mi sembra fuori luogo puntare sulla divisione fra comunitari ed extracomunitari dal momento che in entrambi i casi si tratta di persone in un Paese nuovo con problemi diversi, ma sempre presenti. La promessa del sindaco di mandarli tutti a casa non è stata mantenuta. L’unico suo successo, se così si può definire, consiste nel fatto di aver espulso quattro famiglie di nomadi italiani». Pesante «è il fenomeno a Chiari anche alla luce della crisi che sta mettendo e continuerà a mettere sulle strade gli stranieri dall’oggi al domani senza che gli stessi sappiano come arrivare a fine mese».
Il monitoraggio
In municipio la situazione immigrati viene monitorata anche attraverso i recenti aggiornamenti apportati al Sistema informativo territoriale (Sit). «Il sistema – spiega l’arch. Antonio Marchina, dirigente Settore E-Governance del Comune – è operativo a Chiari da un paio di anni. Da alcuni mesi può essere interrogato anche per portare alla luce possibili situazioni di sovraffollamento degli alloggi e per conoscere la distribuzione sul territorio di cittadini stranieri». Nel dettaglio, partendo da una mappa della città che viene aggiornata continuamente, gli operatori comunali e gli agenti di Polizia locale possono avere informazioni sui singoli edifici in merito a Ici, situazione catastale, ma anche numero di occupanti. Le comunicazioni di ospitalità, «che a Chiari sono circa mille l’anno», dice Mazzatorta, vengono inserite in questa banca dati. Non solo, la mappa rivela anche come i cittadini stranieri sono distribuiti nel territorio: «A Chiari – continua Marchina – non ci sono immobili interamente occupati da immigrati di uguale nazionalità né zone esclusivamente abitate da stranieri». Di rilievo, però, la situazione del centro storico: «C’è un’evidente presenza di immigrati», conclude l’architetto. Situazione sotto gli occhi dei cittadini clarensi.


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