Martedì 24 febbraio, appuntamento da non perdere presso il centro civico di Via Marconi per l’assemblea organizzata da Proposta per Castelcovati. Varcata la porta il colpo d’occhio che si presenta è di quelli che non lasciano indifferenti: la sala è gremita di gente, le sedie non bastano per tutti e diverse persone sono costrette in piedi. E questo nonostante la data dell’incontro coincida con l’ultimo giorno di carnevale e la serata di eurocoppe. Segno evidente che quando l’argomento in discussione è importante è ancora possibile mobilitare l’interesse della gente, checché se ne dica a proposito di inerzia e disinteresse di una popolazione ormai narcotizzata sui temi di rilevanza sociale. Evidentemente, quando comincia a diffondersi puzza di bruciato la gente si guarda intorno, vuol capire. E allora ecco che arriva numerosa, anche da paesi diversi. Infatti, proprio questo è un altro aspetto di questa assemblea: in mezzo alle facce dei nostri concittadini si notano molte persone venute da fuori, da Chiari, Rudiano, Urago, Roccafranca, Castrezzato; insomma si evidenzia una rappresentanza territoriale variegata e politicamente trasversale. Anche perché trasversale, nel senso che interessa più comuni, è il problema che si va a discutere: cioè l’ormai nota questione del nuovo polo logistico Auchan, vasto insediamento che da progetto dovrebbe essere ubicato – se realizzato – all’estremo sud del territorio di Chiari e a ridosso del comune di Castelcovati.
Al tavolo dei relatori siedono il nostro Paolo Olivini, Ermanno Pederzoli, (rappresentate per Chiari dell’Italia dei Valori) e Nino di Bernardo (coordinatore del PD di zona) di Castrezzato. Era prevista anche la presenza di Aldo Onger di Impegno per Castelcovati che aveva dato il suo appoggio all’iniziativa, ma all’ultimo momento ha dovuto rinunciare per sopravvenuti inderogabili impegni. Era comunque presente una nutrita rappresentanza del suo gruppo.
Paolo Olivini ha preso per primo la parola e narrando la cronistoria di questa faccenda dai contorni torbidi ha mosso numerosi appunti critici al progetto, che viene ampiamene trattato nel sito di Proposta Per Castelcovati, che vi invitiamo a consultare all’indirizzo www.propostapercastelcovati.org. Questi appunti sono stati evidenziati con calore ed efficacia da Ermanno Pederzoli, che andando subito al sodo ha messo in chiaro le dimensioni abnormi dell’operazione che in un boccone solo si inghiotte 360.000 mq. di campagna vergine, dando il là alla devastazione di un territorio che sarà già massacrato di suo con l’arrivo di BREBEMI e TAV. Ma quello che è inaccettabile, incalza Pederzoli, è che questo scempio avvenga a scapito di una vasta comunità e a vantaggio di uno o pochi privilegiati ben addentro alle logiche politico-affaristiche di Chiari. Un’operazione del genere, dice, andrebbe attentamente programmata e gestita dal comune, anzi da più comuni, visto che la zona di insediamento è posta all’intersezione dei confini di Castelcovati, Urago, Rudiano e Roccafranca, oltre che di Chiari. Chiede dei passi indietro all’amministrazione Clarense; coinvolgimento vero e non di facciata dei paesi limitrofi; più informazione; meno fretta.
Qui invece pare proprio che il calendario e la programmazione siano imposti dalle esigenze del privato, sempre proiettato in avanti a bruciare tempi e percorsi in continua evoluzione. E proprio ultimamente la vicenda si è arricchita di nuovi capitoli, che riguardano la presentazione di un accordo di programma, sottoscritto dai cinque comuni interessati, da presentare in Provincia accompagnato da un voluminoso documento intitolato “Piano strategico di area vasta”. Si tratta di un bel librone corredato di belle immagini a colori, commissionato dai cinque comuni a uno studio specializzato in questi lavori, lo stesso che ha redatto il piano strategico di Chiari, su commissione di uno sponsor parecchio interessato. In questo documento vengono indicati diversi obiettivi che si potrebbero realizzare grazie alle opportunità derivanti dal passaggio della BREBEMI. È una specie di libro dei sogni, ci racconta cose che non avremmo mai immaginato, ci racconta delle potenzialità turistiche del nostro territorio, potenzialità latenti che si potrebbero risvegliare grazie allo sfruttamento delle peculiarità naturalistiche del parco Oglio e alla costruzione di mirabolanti strutture di attrazione a tema quali percorsi naturalistici full immersion a cavallo, in bici o in canoa; ci affascina prefigurando la realizzazione di vari musei, teatri, centri culturali, centri di ricerca avanzata su energie rinnovabili, cittadelle dell’acqua, cittadelle del benessere, mega campi da golf, e chi più ne ha più ne metta. Manca solo una pista da sci al coperto ma non c’è da disperare, basterà chiedere e sarà subito promessa. Insomma, è un tourbillon di proposte anche belle e condivisibili, ma che, francamente, saranno molto ma molto di là da venire. Progetti certo affascinanti ma al momento molto poco concreti. Sembrano più che altro dei cavalli di Troia costruiti a posteriori per dare nobiltà all’unico progetto davvero concreto che il documento contiene, cioè il famigerato polo Auchan, ora accompagnato anche da una nuova strada (pomposamente chiamata bretella strategica) che con ogni evidenza servirà proprio ad esso, che giungerà al nostro paese tagliando e devastando ulteriormente il territorio a nord per innestarsi alla rotonda posta all’inizio di Via Chiari.
Diversi e molto qualificati gli interventi arrivati dal pubblico, anche perché giunti da persone esperte in urbanistica e politiche locali. Particolarmente efficaci le esposizioni di Luciano Onger sempre ben strutturate e pungolanti, di Federico Lorini, consigliere pd Chiari, Maurizio Libretti, consigliere per La Margherita di Chiari, Giuseppe Delfrate, anch’esso consigliere per La Margherita a Chiari. Interventi anche da Bonamano, consigliere di Rudiano, da un ex amministratore di Urago d’oglio e da Gino Galli.
Le conclusioni sono state una corale bocciatura del progetto e soprattutto dei metodi imposti per la sua realizzazione.
L’incontro era anche teso ad individuare iniziative da assumere per contrastare l’opera, da subito è emersa la disponibilità di alcuni consiglieri dei vari comuni rappresentati a richiedere un incontro con l’assessore all’ambiente della Provincia, ove esporre le problematiche emerse e proporre correttivi.
Nello stesso momento i vari gruppi politici si muoveranno su un percorso parallelo, rivolto ad ampliare l’informazione attraverso la stampa, volantinaggio, mostre e assemblee per propiziare il coinvolgimento attivo della popolazione.
L’assemblea si è chiusa verso le ventitrè, ma la gente si è trattenuta ancora a lungo in discussioni e scambi di opinioni, che sono continuate anche all’esterno una volta chiusa la sala. Segno che sicuramente l’argomento ha destato vivo interesse.
Mi sa che l’inverno della disinformazione volge al termine, questa assemblea e le decisioni prese in essa posano le basi per una svolta che sa di primavera, e come questa risveglia la natura credo che una buona ed efficace informazione risvegli le coscienze.
- il tavolo della presidenza
- illustrazione delle tavole
- la sala gremita








