Ermanno Pederzoli: basta con l’urbanistica selvaggia!

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, ... | 27.02.2009 - 20:02

Martedì 24 febbraio, appuntamento da non perdere presso il centro civico di Via Marconi per l’assemblea organizzata da Proposta per Castelcovati. Varcata la porta il colpo d’occhio che si presenta è di quelli che non lasciano indifferenti: la sala è gremita di gente, le sedie non bastano per tutti e diverse persone sono costrette in piedi. E questo nonostante la data dell’incontro coincida con l’ultimo giorno di carnevale e la serata di eurocoppe. Segno evidente che quando l’argomento in discussione è importante è ancora possibile mobilitare l’interesse della gente, checché se ne dica a proposito di inerzia e disinteresse di una popolazione ormai narcotizzata sui temi di rilevanza sociale. Evidentemente, quando comincia a diffondersi puzza di bruciato la gente si guarda intorno, vuol capire. E allora ecco che arriva numerosa, anche da paesi diversi. Infatti, proprio questo è un altro aspetto di questa assemblea: in mezzo alle facce dei nostri concittadini si notano molte persone venute da fuori, da Chiari, Rudiano, Urago, Roccafranca, Castrezzato; insomma si evidenzia una rappresentanza territoriale variegata e politicamente trasversale. Anche perché trasversale, nel senso che interessa più comuni, è il problema che si va a discutere: cioè l’ormai nota questione del nuovo polo logistico Auchan, vasto insediamento che da progetto dovrebbe essere ubicato – se realizzato – all’estremo sud del territorio di Chiari e a ridosso del comune di Castelcovati.
Al tavolo dei relatori siedono il nostro Paolo Olivini, Ermanno Pederzoli, (rappresentate per Chiari dell’Italia dei Valori) e Nino di Bernardo (coordinatore del PD di zona) di Castrezzato. Era prevista anche la presenza di Aldo Onger di Impegno per Castelcovati che aveva dato il suo appoggio all’iniziativa, ma all’ultimo momento ha dovuto rinunciare per sopravvenuti inderogabili impegni. Era comunque presente una nutrita rappresentanza del suo gruppo.
Paolo Olivini ha preso per primo la parola e narrando la cronistoria di questa faccenda dai contorni torbidi ha mosso numerosi appunti critici al progetto, che viene ampiamene trattato nel sito di Proposta Per Castelcovati, che vi invitiamo a consultare all’indirizzo www.propostapercastelcovati.org. Questi appunti sono stati evidenziati con calore ed efficacia da Ermanno Pederzoli, che andando subito al sodo ha messo in chiaro le dimensioni abnormi dell’operazione che in un boccone solo si inghiotte 360.000 mq. di campagna vergine, dando il là alla devastazione di un territorio che sarà già massacrato di suo con l’arrivo di BREBEMI e TAV. Ma quello che è inaccettabile, incalza Pederzoli, è che questo scempio avvenga a scapito di una vasta comunità e a vantaggio di uno o pochi privilegiati ben addentro alle logiche politico-affaristiche di Chiari. Un’operazione del genere, dice, andrebbe attentamente programmata e gestita dal comune, anzi da più comuni, visto che la zona di insediamento è posta all’intersezione dei confini di Castelcovati, Urago, Rudiano e Roccafranca, oltre che di Chiari. Chiede dei passi indietro all’amministrazione Clarense; coinvolgimento vero e non di facciata dei paesi limitrofi; più informazione; meno fretta.
Qui invece pare proprio che il calendario e la programmazione siano imposti dalle esigenze del privato, sempre proiettato in avanti a bruciare tempi e percorsi in continua evoluzione. E proprio ultimamente la vicenda si è arricchita di nuovi capitoli, che riguardano la presentazione di un accordo di programma, sottoscritto dai cinque comuni interessati, da presentare in Provincia accompagnato da un voluminoso documento intitolato “Piano strategico di area vasta”. Si tratta di un bel librone corredato di belle immagini a colori, commissionato dai cinque comuni a uno studio specializzato in questi lavori, lo stesso che ha redatto il piano strategico di Chiari, su commissione di uno sponsor parecchio interessato. In questo documento vengono indicati diversi obiettivi che si potrebbero realizzare grazie alle opportunità derivanti dal passaggio della BREBEMI. È una specie di libro dei sogni, ci racconta cose che non avremmo mai immaginato, ci racconta delle potenzialità turistiche del nostro territorio, potenzialità latenti che si potrebbero risvegliare grazie allo sfruttamento delle peculiarità naturalistiche del parco Oglio e alla costruzione di mirabolanti strutture di attrazione a tema quali percorsi naturalistici full immersion a cavallo, in bici o in canoa; ci affascina prefigurando la realizzazione di vari musei, teatri, centri culturali, centri di ricerca avanzata su energie rinnovabili, cittadelle dell’acqua, cittadelle del benessere, mega campi da golf, e chi più ne ha più ne metta. Manca solo una pista da sci al coperto ma non c’è da disperare, basterà chiedere e sarà subito promessa. Insomma, è un tourbillon di proposte anche belle e condivisibili, ma che, francamente, saranno molto ma molto di là da venire. Progetti certo affascinanti ma al momento molto poco concreti. Sembrano più che altro dei cavalli di Troia costruiti a posteriori per dare nobiltà all’unico progetto davvero concreto che il documento contiene, cioè il famigerato polo Auchan, ora accompagnato anche da una nuova strada (pomposamente chiamata bretella strategica) che con ogni evidenza servirà proprio ad esso, che giungerà al nostro paese tagliando e devastando ulteriormente il territorio a nord per innestarsi alla rotonda posta all’inizio di Via Chiari.
Diversi e molto qualificati gli interventi arrivati dal pubblico, anche perché giunti da persone esperte in urbanistica e politiche locali. Particolarmente efficaci le esposizioni di Luciano Onger sempre ben strutturate e pungolanti, di Federico Lorini, consigliere pd Chiari, Maurizio Libretti, consigliere per La Margherita di Chiari, Giuseppe Delfrate, anch’esso consigliere per La Margherita a Chiari. Interventi anche da Bonamano, consigliere di Rudiano, da un ex amministratore di Urago d’oglio e da Gino Galli.
Le conclusioni sono state una corale bocciatura del progetto e soprattutto dei metodi imposti per la sua realizzazione.
L’incontro era anche teso ad individuare iniziative da assumere per contrastare l’opera, da subito è emersa la disponibilità di alcuni consiglieri dei vari comuni rappresentati a richiedere un incontro con l’assessore all’ambiente della Provincia, ove esporre le problematiche emerse e proporre correttivi.
Nello stesso momento i vari gruppi politici si muoveranno su un percorso parallelo, rivolto ad ampliare l’informazione attraverso la stampa, volantinaggio, mostre e assemblee per propiziare il coinvolgimento attivo della popolazione.
L’assemblea si è chiusa verso le ventitrè, ma la gente si è trattenuta ancora a lungo in discussioni e scambi di opinioni, che sono continuate anche all’esterno una volta chiusa la sala. Segno che sicuramente l’argomento ha destato vivo interesse.
Mi sa che l’inverno della disinformazione volge al termine, questa assemblea e le decisioni prese in essa posano le basi per una svolta che sa di primavera, e come questa risveglia la natura credo che una buona ed efficace informazione risvegli le coscienze.


Giornale di Brescia del 26 febbraio sul polo di logistica

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, Polo... | 27.02.2009 - 20:00

Giornale di Brescia del 26 febbraio 2009 pag. 19 bassa bresciana

Castelcovati L’opposizione contro la bretella per la BreBeMi

di Barbara Bertocchi

CASTELCOVATI«Non abbiamo bisogno di una bretella che unisca il centro abitato di Castelcovati al casello clarense della BreBeMi». Ad affermarlo è stato Luciano Onger, membro della civica d’opposizione «Proposta per Castelcovati», durante l’assemblea pubblica sul Polo logistico di Chiari organizzata martedì dalla sua lista e dalla civica d’opposizione «Impegno per Castelcovati». «Non possiamo ritenere strategica – ha spiegato – un’opera da 4 milioni di euro che irromperà nella campagna accorciando di soli 200 metri il percorso che i covatesi dovranno fare per raggiungere l’autostrada».
Onger si riferisce alla proposta di una bretella tra la Sp 17 e la Sp 72 che potrebbe essere finanziata attraverso le entrate derivanti dal Polo. Una strada che secondo alcuni avrebbe altre funzioni. A creare timori e malcontento sono anche le modalità secondo le quali l’operazione è stata condotta (Paolo Olivini di «Proposta per Castelcovati»: «Il Piano strategico è stato steso solo per giustificare il Polo». Nino Di Bernardo, coordinatore Pd di zona: «Gli amministratori non riescono a vedere il territorio nel complesso». Onger: «Nonostante la questione avrà delle ricadute finanziarie ed urbanistiche i Consigli comunali non sono stati coinvolti».
Alla luce di questa situazione «dobbiamo bloccare il progetto», ha detto Pederzoli. Tre le iniziative annunciate. «Una delegazione – dice Onger – chiederà di incontrare l’assessore provinciale al Territorio Francesco Mazzoli. Informeremo i cittadini. Raccoglieremo firme in calce a un documento nel quale dichiareremo la nostra opposizione alla bretella e proporremo una diversa gestione della questione».


Bresciaoggi del 26 febbraio sul polo di logistica

Posted by Italia dei Valori in Polo logistico, Polo... | 27.02.2009 - 19:59

Bresciaoggi di giovedì 26 febbraio 2009 provincia pag. 21

CASTELCOVATI. Si allarga a Urago, Rudiano e Castrezzato il fronte del «no» all’operazione promossa a Chiari

Parte la doppia offensiva contro il polo logistico

di Massimiliano Magli

Da battaglia politica a mobilitazione popolare il passo è stato davvero breve. Da Castelcovati è partita l’altra sera un’offensiva comprensoriale contro il polo logistico che il gruppo Sma vorrebbe realizzare nel territorio di Chiari.
NEL MIRINO CI SONO soprattutto le opere infrastrutturali annesse all’operazione che avranno fisiologiche ricadute sui paesi confinanti. La strategia di azione è stata messa a punto nel corso dell’incontro promosso dalle liste civiche d’opposizione «Proposta per Castelcovati» e «Impegno Per Castelcovati». Significativa la presenza all’assemblea di alcuni consiglieri della maggioranza locale (leghista come quella di Chiari) e di esponenti delle amministrazioni di Rudiano, Urago e Castrezzato. Folta la rappresentanza di Chiari: da Ermanno Pederzoli, consigliere dell’Italia dei valori ai colleghi di opposizione del Pd Federico Lorini, Maurizio Libretti e Giuseppe Delfrate. La prima mossa sarà una raccolta di firme che si aprirà nei prossimi giorni. Nel frattempo una delegazione di consiglieri dei Comuni coinvolti a vario titolo dal progetto, chiederanno un incontro urgente con la Provincia.
LA SERATA HA REGALATO AGLI agricoltori presenti un’amara sorpresa. «Analizzando il Piano di governo del territorio di Chiari – ha spiegato Paolo Olivini consigliere di Castelcovati che ha coordinato l’incontro -, abbiamo scoperto che ci sono ben due Sportelli unici di impresa. Oltre a quello della Sma, è aperta una procedura d’insediamento di 370 mila metri quadrati. All’assessore provinciale Francesco Mazzoli faremo presente nel giro di sette mesi il sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta ha confezionato un vestito urbanistico inaccettabile a un’operazione condotta nel solo interesse di privati, immobiliaristi e aziende commerciali. Alla critica dell’assessore Mazzoli che definiva inaccettabili gli Sportelli impresa locali che finiscono per impattare su un territorio vastissimo, il sindaco di Chiari ha risposto inventandosi in pochi giorni un Piano di area vasta a dir poco improbabile».
Diversi interventi hanno contestato la Giunta locale che «non ha fatto altro che accettare passivamente le volontà di Chiari». L’assemblea ha bocciato anche il progetto di una bretella di 1700 metri quadrati per circa 4 milioni di euro, a nord di Castelcovati. «Sarebbe inutile – spiega Olivini – perché non darebbe alcun beneficio rispetto alla viabilità esistente. Piuttosto sospettiamo che un simile intervento sia realizzato in vista della trasformazione di un’area logistica in una vera e propria area industriale clarense di cui Castelcovati subirebbe tutte le ricadute».
Il Pgt di Chiari infatti indivuda due aree d’insediamento produttive equivalenti alla superficie dell’area artigianale esistente in paese. La nuova bretella richiederebbe la cancellazione di 50 mila metri quadrati di terra agricola e taglierebbe circa 200 piò di campagna, con gravi danni alla rete irrigua. «Di fronte a progetti di simile impatto ambientale – ha osservato l’esponente del Pd Nino Di Bernardo -, la Provincia deve imporre un approccio intercomunale». Pederzoli ha attaccato la Giunta di Chiari: «In quattro anni ha redatto un piano regolatore parallelo e fuori dalle regole a colpi di piani integrati e sportelli impresa». Insieme alla petizione scatterà una campagna di informazione per spiegare ai cittadini «come potrebbe gravemente peggiorare la loro qualità della vita se sarà realizzato il polo logistico».

 


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