Bresciaoggi di Venerdì 29 Maggio 2009 PROVINCIA, pagina 21
IL CASO. I caterpillar aprono lo sbocco che collegherà la zona al centro ma i cittadini annunciano azioni legali
Chiari, demolito il muro ma la battaglia continua
di Massimiliano Magli
La mediazione dei carabinieri convince le famiglie residenti a smobilitare l’occupazione di via Papa Giovanni XXIII
Da ieri mattina il muro della discordia non c’è più. Alle 8,30 a Chiari, il muretto che separava via papa Giovanni XXIII da via Dante Alighieri e via Lunghe è stato abbattuto a colpi di caterpillar.
DOPO LO SCHIERAMENTO di carabinieri e agenti della Polizia Locale, gli operai del cantiere, che stanno realizzando una rotonda proprio in prossimità del muretto di proprietà dei residenti, hanno potuto intervenire in tutta tranquillità, liberando l’accesso e mettendo in comunicazione le strade, come previsto dal Piano del Traffico Urbano redatto dall’Amministrazione comunale.
E proprio questo documento, ha più volte fatto notare il sindaco Sandro Mazzatorta, «è quello a cui avrebbero dovuto rifarsi i cittadini nei 60 giorni previsti dalla legge. Invece c’è stato silenzio assoluto e ora si pretendeva di ignorare un regolare atto pubblico e di fermare le ruspe».
Non la pensano così le oltre venti famiglie che da anni potevano contare su una strada estremamente tranquilla, proprio perché percorsa esclusivamente da vetture destinate alle abitazioni. E proprio in questo senso loro stessi si dicono beffati doppiamente. «Adesso – spiega Giuseppina Bianchi una delle residenti – non soltanto dobbiamo subire il peggioramento delle condizioni di sicurezza e della nostra qualità della vita. Infatti, ci è stata fatta pervenire un’ordinanza in cui si dice chiaramente che non potremo più parcheggiare nessuna auto in strada, su nessuno dei lati. E’ un disastro, oggi che molti hanno la seconda auto per necessità dove la parcheggeranno? A un chilometro di distanza. Per non dire di chi, potendo contare sul parcheggio pubblico in strada, ha trasformato il proprio garage in ripostiglio o spazio accessorio all’abitazione». Le famiglie da venerdì occupavano il muretto per evitare l’apertura dello sbocco stradale verso il centro. La situazione sembrava potesse sfociare in uno sgombero coatto, invece alla fine ha prevalso il buonsenso.
Quando i carabinieri, guidati dal capitano Alessandro Amadei, e la Polizia locale, con il comandante Michele Garofalo, si sono presentati in via Giovanni XXIII, i cittadini al termine di un colloquio disteso hanno smobilitato il presidio di protesta. «Non siamo dei black block – osserva Giuseppina Bianchi – che dovevamo fare? Cercheremo di difendere in tribunale la proprietà privata di parte della strada e del muretto. Il Comune si è dimenticato della parola democrazia». Amareggiato anche Ermanno pederzoli dell’Italia dei Valori: «La Giunta di centrodestra ha ignorato la proprietà privata. Grave e spropositato è stato inoltre lo spiegamento di forze dell’ordine per una pacifica protesta di poche persone civili: un’offesa ai cittadini clarensi».



Pubblicato il 23 dicembre 2011
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